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Trump invia dieci navi Usa nei mari iraniani
Ok della Ue ai Pasdaran nella lista terroristi. Iran: “Errore strategico”. I ministri degli Esteri europei hanno approvato nuove sanzioni individuando 21 soggetti coinvolti nella repressione delle proteste
Gli Stati Uniti hanno dispiegato un consistente gruppo navale nel Medio Oriente, con la portaerei USS Abraham Lincoln e diverse unità di scorta dirette verso le acque vicine all'Iran, nel contesto di crescenti tensioni legate alla repressione delle proteste interne iraniane e alle minacce nucleari.
La mossa, annunciata dal presidente Donald Trump come una "grande armata" in movimento con "grande potenza e scopo", include la portaerei accompagnata da cacciatorpediniere e altre navi da guerra. Il gruppo ha lasciato il Mar Cinese Meridionale e ha raggiunto l'area di responsabilità del Comando Centrale statunitense, integrandosi con asset già presenti come cacciatorpediniere nel Golfo Persico e navi da combattimento costiero in Bahrain. L'obiettivo dichiarato è deterrente, con Trump che ha indicato la possibilità di non dover utilizzare la forza ma di monitorare strettamente Teheran, legando il dispiegamento anche alla pressione per un nuovo accordo nucleare.
Contemporaneamente, i ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno approvato a Bruxelles l'inserimento del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Pasdaran, IRGC) nella lista delle organizzazioni terroristiche dell'UE. La decisione, che richiedeva unanimità tra i 27 Stati membri, segna un cambio di posizione per alcuni paesi come la Francia, finora cauti per timori su canali diplomatici e cittadini europei detenuti in Iran. Parallelamente, il blocco ha imposto sanzioni a 21 soggetti – tra individui e entità – accusati di coinvolgimento nella repressione delle proteste, con congelamento di beni e divieto di ingresso nel territorio europeo. Tra i sanzionati figurano alti funzionari del ministero dell'Interno, procuratori e comandanti delle Guardie.
Teheran ha definito l'iniziativa europea un "errore strategico", sostenendo che aggraverà le tensioni senza modificare la risposta interna alle manifestazioni, scoppiate a fine dicembre per crisi economica e inflazione galoppante e sfociate in migliaia di morti secondo stime di gruppi per i diritti umani. |
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29-01-2026
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