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Lo Stato compra l'Ecce Homo di Antonello da Messina
L’opera, una delle rarissime ancora in mani private del pittore siciliano – di cui si contano circa quaranta lavori noti, quasi tutti in musei – era stimata tra 10 e 15 milioni di dollari
Lo Stato italiano ha acquisito l’Ecce Homo di Antonello da Messina, piccolo pannello dipinto su entrambi i lati databile intorno al 1460-1465, che era destinato all’asta presso Sotheby’s a New York il 5 febbraio 2026.
L’opera, una delle rarissime ancora in mani private del pittore siciliano – di cui si contano circa quaranta lavori noti, quasi tutti in musei – era stimata tra 10 e 15 milioni di dollari. L’acquisto è avvenuto prima dell’inizio delle offerte pubbliche, con un prezzo finale di 14,9 milioni di dollari, secondo quanto riportato da fonti ministeriali e case d’asta.
Il dipinto sul recto raffigura il Cristo in un’intensa e sofferente rappresentazione dell’Ecce Homo, mentre sul verso compare San Girolamo penitente immerso in un paesaggio roccioso con dettagli minuti e realistici. Realizzato probabilmente per la devozione privata, il pannello mostra tracce d’usura sul volto del santo, dovute al contatto ripetuto nel tempo.
L’intervento dello Stato ha permesso di sottrarre al mercato internazionale un pezzo di rilevante valore storico e artistico, attribuito per la prima volta a Antonello da Federico Zeri. L’operazione è stata gestita in accordo con il proprietario e con il supporto di intermediari, evitando un’asta che avrebbe potuto spingere il prezzo oltre le previsioni.
Il ministero della Cultura non ha ancora indicato la destinazione definitiva, ma tra le ipotesi più accreditate figura il Museo di Capodimonte a Napoli, dove l’opera potrebbe integrare il nucleo esistente di dipinti rinascimentali meridionali. |
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09-02-2026
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