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Giorno del Ricordo, Mattarella e Meloni alla Camera
Nell'Aula di Montecitorio la celebrazione in memoria delle vittime delle foibe dell'esodo giuliano-dalmata alla presenza del presidente della Repubblica, salutato da un lungo applauso al suo ingresso, e dalla premier
Oggi l'Italia celebra il Giorno del Ricordo, ricorrenza istituita con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 per commemorare le vittime delle foibe, l'esodo giuliano-dalmata e le vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra. La data ricorda l'entrata in vigore del Trattato di pace di Parigi del 1947, che segnò la cessione all'allora Jugoslavia di territori come Istria, Fiume, Zara e parti di Gorizia e Trieste, dopo i massacri nelle foibe e le violenze che costrinsero centinaia di migliaia di italiani a lasciare le loro terre.
Nell'Aula della Camera dei deputati si è tenuta la cerimonia ufficiale, iniziata alle ore 10 con l'esecuzione dell'inno nazionale da parte di un'orchestra. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato accolto da un prolungato applauso al suo ingresso. Erano presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i presidenti delle Camere Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro dell'Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, oltre ad altre autorità e rappresentanti delle associazioni degli esuli.
La cerimonia, condotta dalla giornalista Maria Antonietta Spadorcia, ha incluso interventi dei presidenti di Camera e Senato, testimonianze di esponenti del mondo dell'esodo e la proiezione di un estratto del documentario "Il Marciatore". Nel corso dell'evento è avvenuta la premiazione delle scuole vincitrici del concorso nazionale "Il Giorno del Ricordo", promosso dal Ministero dell'Istruzione.
La presidente Meloni, in un messaggio diffuso sui social, ha definito la giornata un'occasione per fare memoria di una pagina dolorosa della storia nazionale, a lungo vittima di una congiura del silenzio, oblio e indifferenza. Ha ricordato i martiri delle foibe e la tragedia dell'esodo, con centinaia di migliaia di italiani che abbandonarono tutto pur di non rinunciare alla propria identità. Ha sottolineato che la nazione non deve temere di affrontare quella verità, respingendo ogni tentativo negazionista o riduzionista, e che il ricordo non è rancore ma giustizia, fondamento di una memoria condivisa che rafforza l'unità nazionale. Ha concluso affermando che l'Italia non permetterà più che questa storia venga piegata, negata o cancellata, poiché appartiene all'intera nazione e a ogni cittadino. |
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10-02-2026
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