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Il Parlamento Ue dà via libera al prestito a Kiev

Alla Camera, fiducia al dl Ucraina (207 sì, 119 no e 4 astenuti). Il Financial Times: Zelensky annuncerà elezioni e referendum entro il 24 febbraio, le votazioni entro il 15 maggio. Ma l’ufficio del presidente ucraino frena: “Senza sicurezza non ci sranno annunci”

Il Financial Times ha riportato, citando fonti ucraine ed europee vicine al dossier, che il presidente Volodymyr Zelensky starebbe preparando un annuncio per il prossimo 24 febbraio, giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa. In quell’occasione, secondo il quotidiano britannico, il capo dello Stato ucraino indicherebbe le date per le elezioni presidenziali e per un referendum consultivo su un eventuale accordo di pace con Mosca.

L’indiscrezione si inserisce nel contesto delle pressioni esercitate dall’amministrazione statunitense per accelerare il percorso verso una soluzione negoziata del conflitto. Fonti informate hanno indicato che Washington avrebbe chiesto a Kiev di tenere entrambe le consultazioni entro il 15 maggio, legando tale scadenza al mantenimento delle garanzie di sicurezza promesse dagli Stati Uniti. L’Ucraina avrebbe quindi avviato i preparativi per modifiche legislative necessarie, tra cui interventi sulla legge marziale attualmente in vigore, che impedisce lo svolgimento di elezioni.

Fonti vicine alla presidenza ucraina hanno però ridimensionato la notizia. L’ufficio di Zelensky ha precisato che non esistono conferme ufficiali su un annuncio imminente di questa natura e che qualsiasi decisione in materia elettorale o referendaria dipenderà dalle condizioni di sicurezza sul territorio e dall’evoluzione dei colloqui in corso. Finché la legge marziale resterà attiva e non si registreranno progressi concreti nei negoziati, l’organizzazione di un voto rimane problematica dal punto di vista logistico e giuridico.

Il tema delle elezioni anticipate e di un referendum per legittimare un’intesa di pace è emerso con insistenza nelle ultime settimane, anche in relazione alle richieste avanzate dagli Stati Uniti per chiudere il conflitto entro l’estate. Tuttavia, a Kiev prevale la cautela: diversi esponenti governativi hanno sottolineato che ogni passo in questa direzione richiede prima un cessate il fuoco stabile e garanzie adeguate, condizioni al momento non ancora soddisfatte.

Intanto il Parlamento europeo ha dato oggi il via libera definitivo a un pacchetto di misure che rende operativo un prestito di 90 miliardi di euro a favore dell'Ucraina per il biennio 2026-2027. La decisione, adottata in sessione plenaria a Strasburgo con procedura d'urgenza, ha visto un'ampia maggioranza: il provvedimento principale sul prestito ha ricevuto 458 voti favorevoli, 140 contrari e 44 astensioni. Gli altri due atti legislativi collegati – la modifica dello strumento dedicato all'Ucraina e la revisione del bilancio pluriennale Ue 2021-2027 – hanno ottenuto numeri analoghi o superiori.

Dei 90 miliardi totali, 60 miliardi sono destinati a rafforzare le capacità di difesa ucraine, mentre i restanti 30 miliardi serviranno per assistenza macrofinanziaria e sostegno al bilancio statale. Il finanziamento avviene attraverso emissione di debito comune da parte dell'Unione europea sui mercati finanziari. L'Ucraina sarà tenuta a rimborsare le somme, con la prospettiva che ciò avvenga una volta ottenute riparazioni di guerra dalla Russia, come previsto dall'impianto normativo approvato.

L'intervento copre circa due terzi del fabbisogno finanziario stimato per Kiev nel periodo considerato, secondo le proiezioni comunitarie e del Fondo monetario internazionale. L'obiettivo è garantire continuità negli aiuti, evitando un collasso delle finanze pubbliche ucraine già nei prossimi mesi.

Manca ora solo l'adozione formale da parte del Consiglio dell'Unione europea perché la Commissione possa procedere con l'erogazione delle prime tranche, prevista già nel secondo trimestre del 2026. L'accordo era stato raggiunto in via politica dai capi di Stato e di governo alla fine di dicembre 2025, dopo aver accantonato l'ipotesi di utilizzare direttamente gli asset russi congelati.

Sempre in giornata, la Camera dei deputati ha approvato oggi la questione di fiducia posta dal governo sul decreto legge riguardante l'Ucraina. Il risultato del voto è stato di 207 favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento, che proroga l'autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità ucraine, include anche misure per il rinnovo dei permessi di soggiorno per i cittadini ucraini e disposizioni sulla sicurezza dei giornalisti freelance. Si tratta della prima fiducia posta dall'esecutivo su un tema di questo tipo dall'inizio della legislatura. I tre deputati di Futuro Nazionale – la formazione nata dalla scissione dalla Lega guidata da Roberto Vannacci – hanno espresso voto favorevole sulla fiducia, pur annunciando un orientamento contrario sul merito del testo, in particolare per quanto riguarda l'invio di ulteriori aiuti militari a Kiev. Il provvedimento passerà poi all'esame del Senato, previsto tra il 24 e il 26 febbraio.
11-02-2026

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