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"Trump sposta in Medio Oriente la portaerei USS Gerald Ford"
Lo riferiscono fonti del Pentagono e ufficiali statunitensi citati da vari media americani, tra cui il New York Times che ha dato per primo la notizia. Sale la tensione Washington-Teheran
Il gruppo da battaglia della portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande al mondo della classe che porta il suo nome, sta per lasciare il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente. Lo riferiscono fonti del Pentagono e ufficiali statunitensi citati da vari media americani, tra cui il New York Times che ha dato per primo la notizia.
La nave nucleare, partita dalla base di Norfolk nel giugno 2025 per una missione inizialmente prevista in Europa, era stata ridiretta lo scorso autunno verso il Caribe nell'ambito delle operazioni di pressione sull'amministrazione venezuelana. Ora il suo gruppo d'attacco – che include cacciatorpediniere missilistici di scorta – riceverà ordini per transitare attraverso l'Atlantico e il Mediterraneo fino alla zona di responsabilità del Comando Centrale Usa, dove si unirà alla USS Abraham Lincoln, già presente nel Golfo Persico da alcune settimane con il proprio gruppo da battaglia.
La mossa porta a due portaerei operative nella regione, rafforzando la presenza navale statunitense in un momento di tensione con l'Iran. Il presidente Donald Trump ha indicato nei giorni scorsi, in interviste e dichiarazioni, di voler esercitare pressione massima su Teheran affinché accetti un accordo sul programma nucleare, lasciando intendere che un fallimento dei colloqui potrebbe portare a opzioni militari. Il dispiegamento della Ford appare quindi legato a questa strategia di deterrenza e leva negoziale.
La portaerei, con l'equipaggio a bordo da quasi otto mesi, non dovrebbe fare ritorno alla base di Norfolk prima della fine di aprile o dell'inizio di maggio. Il prolungamento della missione rischia di posticipare anche il periodo di manutenzione programmata in cantiere. Il Pentagono non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali sulla nuova rotta, ma più fonti convergono sulla conferma degli ordini impartiti. |
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13-02-2026
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