Istat: export +3,3% nel 2025, surplus oltre 50 miliardi
Un aumento che non è omogeneo ma trainato da comparti strategici. A sostenere la dinamica sono soprattutto gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (balzo del 28,5%)
L’Istat ha diffuso i dati sul commercio estero italiano relativi a dicembre 2025 e all’intero anno. A dicembre le esportazioni registrano un aumento congiunturale dello 0,3%, mentre le importazioni crescono dello 0,1%. Questo lieve incremento mensile delle vendite all’estero deriva da un progresso verso i paesi extra Ue (+1,9%) compensato da una riduzione verso l’area Ue (-1,1%). Nel quarto trimestre 2025, rispetto ai tre mesi precedenti, l’export diminuisce dell’1,4% e l’import dello 0,2%.
Su base annua, a dicembre le esportazioni aumentano del 4,9% in valore e del 3,6% in volume, con dinamiche positive sia verso l’Ue (+4,7%) sia verso l’extra Ue (+5,1%). Le importazioni crescono del 3,4% in valore, trainate dalle acquisizioni dai paesi Ue (+7,1%), mentre calano quelle extra Ue (-1,1%); in volume l’incremento è del 7,7%. Tra i settori, la crescita tendenziale dell’export è sostenuta soprattutto da metalli di base e prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti, +27,8%) e mezzi di trasporto (esclusi autoveicoli, +25,2%). In direzione opposta, il contributo più negativo arriva da coke e prodotti petroliferi raffinati (-31,0%). Per destinazione geografica, la Svizzera registra l’aumento più marcato (+41,7%), seguita dai paesi ASEAN (+48,0%), Polonia (+18,9%), Francia (+5,4%) e Spagna (+8,4%). Diminuiscono invece le vendite verso Turchia (-17,0%), Regno Unito (-8,7%), Paesi Bassi (-9,7%) e Belgio (-8,9%).
Nel complesso del 2025, rispetto al 2024, le esportazioni in valore crescono del 3,3%, grazie principalmente a articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo (+9,8%), mezzi di trasporto esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%). Il saldo commerciale a dicembre 2025 è positivo per 6.037 milioni di euro (era +5.147 milioni un anno prima). Il deficit energetico si attesta a -3.755 milioni (miglioramento da -5.184 milioni), mentre l’avanzo sui prodotti non energetici passa da +10.330 milioni a +9.792 milioni. Per l’intero 2025 il surplus commerciale raggiunge +50.746 milioni (+48.287 milioni nel 2024). Il deficit energetico si riduce sensibilmente a -46.939 milioni (da -54.290 milioni), mentre l’avanzo non energetico si attesta a +97.685 milioni (era +102.577 milioni).
I prezzi all’import a dicembre diminuiscono dello 0,1% su base mensile e del 3,1% su base annua; nella media dell’anno la flessione è dell’1,7% (era -1,5% nel 2024), influenzata in prevalenza dall’andamento dei prodotti energetici.
Nel complesso, il 2025 si chiude con un export in crescita su entrambe le aree geografiche e concentrato in pochi comparti chiave (farmaceutica e metalli in evidenza), mentre le importazioni riflettono aumenti in settori come farmaceutica, agricoltura, metalli, alimentari e macchinari, più che compensati dal calo degli acquisti energetici. Il miglioramento della bilancia commerciale deriva in larga parte dalla riduzione del deficit energetico e dall’andamento positivo con i paesi extra Ue. |