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Medio Oriente in fiamme dopo attacco all'Iran

Rappresaglia dell'Iran su Gerusalemme, Dubai e Doha. Trump: “Li stiamo massacrando, presto grande ondata”. Allarme droni a Cipro, evacuate basi britanniche. Macron: aumenteremo il numero di testate nucleari. Israele attacca il Libano

Escalation in Medio Oriente a seguito degli attacchi aerei coordinati condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran a partire dal 28 febbraio. Le operazioni, definite “Epic Fury” dal Pentagono e “Roaring Lion” dalle forze israeliane, hanno preso di mira siti militari, installazioni legate al programma nucleare e strutture di comando iraniane.

Secondo fonti ufficiali statunitensi e israeliane, gli attacchi hanno causato la morte del leader supremo iraniano Ali Khamenei e di numerosi alti funzionari del regime. Le autorità iraniane hanno confermato il decesso del leader supremo, avvenuto in un raid su un complesso a Teheran. Fonti occidentali indicano che il bilancio delle vittime in Iran supera le duecento unità, con centinaia di feriti; tra gli obiettivi colpiti figurano anche infrastrutture civili, inclusa una scuola nella provincia di Fars.

L’Iran ha reagito con lanci di missili balistici e droni contro Israele e basi militari statunitensi ospitate in diversi paesi del Golfo. Le autorità israeliane hanno riferito di nove morti e oltre cento feriti sul proprio territorio a causa di un impatto diretto vicino a Gerusalemme. Tre militari statunitensi sono rimasti uccisi e cinque gravemente feriti in un attacco su una base in Kuwait, come confermato dal Comando centrale americano. Esplosioni sono state segnalate anche a Dubai, Doha, Manama e in altre città del Golfo, con danni a infrastrutture aeroportuali e interruzioni del traffico aereo in tutta la regione.

Il conflitto si è esteso al Libano, dove Israele ha condotto raid contro posizioni di Hezbollah in risposta al lancio di razzi da parte del gruppo sciita, che ha rivendicato le azioni come rappresaglia per la morte di Khamenei. Le autorità libanesi hanno parlato di decine di vittime nelle aree meridionali e nei sobborghi di Beirut.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che le operazioni proseguiranno fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati, tra cui il completo smantellamento delle capacità nucleari e missilistiche iraniane. 
In un'intervista, Trump ha dichiarato che le operazioni militari stanno procedendo con intensità contro l'Iran e ha preannunciato un'ulteriore escalation imminente, affermando che la fase più pesante è ancora da venire. Fonti della Casa Bianca hanno escluso l’esistenza di indicazioni preliminari su un attacco imminente da parte di Teheran contro interessi americani. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha descritto l’azione come necessaria per rimuovere una minaccia esistenziale.

Da parte iraniana, il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Ali Larijani ha escluso qualsiasi negoziato con Washington nelle attuali circostanze. Teheran ha accusato gli Stati Uniti e Israele di aggressione e ha promesso una risposta proporzionata.

La rappresaglia iraniana ha colpito lunedì diverse aree, inclusa Gerusalemme, dove missili balistici hanno causato vittime civili e danni in zone residenziali a ovest della città, con intercettazioni parziali da parte delle difese israeliane. Esplosioni e detriti da missili o intercettazioni hanno interessato anche Dubai e Doha, insieme ad altre città del Golfo come Abu Dhabi, con impatti su infrastrutture aeroportuali, porti e aree urbane; in particolare, gli aeroporti di Dubai hanno subito interruzioni significative, con voli sospesi e ripresa parziale annunciata solo in serata.

Allarme droni nel pomeriggio anche su Cipro, dove una base aerea britannica a Akrotiri ha subito un impatto limitato da un drone overnight, seguito dall'intercettazione di altri due velivoli; le autorità hanno proceduto a evacuare personale non essenziale dalla base e aree limitrofe, inclusa una temporanea chiusura di un aeroporto civile vicino.

Il presidente francese Emmanuel Macron intanto ha annunciato un aumento del numero di testate nucleari nell'arsenale nazionale, motivandolo con l'esigenza di rafforzare la credibilità della deterrenza francese in un contesto di crescenti rischi geopolitici globali, senza precisare entità numeriche future.

Al momento le ostilità continuano con nuovi raid israeliani su Teheran e attacchi iraniani contro obiettivi regionali. Numerosi paesi del Golfo hanno chiuso i propri spazi aerei, mentre il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz è oggetto di monitoraggio per possibili interferenze. Organismi internazionali, tra cui il Consiglio di sicurezza dell’Onu, hanno convocato riunioni d’emergenza per esaminare la situazione, senza che siano emerse finora iniziative concrete di mediazione.
02-03-2026

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