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Piazza Affari affonda, volano gas e il greggio

La crisi mediorientale spinge ulteriormente i prezzi al rialzo: gas ai massimi dal 2022 (supera la soglia dei 60 euro), il petrolio sale al momento +8,5% oltre 84 dollari/barile

L'escalation del conflitto in Medio Oriente, con il coinvolgimento diretto dell'Iran a seguito degli attacchi statunitensi e israeliani, ha prodotto effetti immediati sui mercati energetici globali a partire dalla fine di febbraio 2026.

Il prezzo del greggio Brent ha registrato rialzi intorno all'8-9% in poche sedute, portandosi stabilmente sopra i 78 dollari al barile dopo aver toccato picchi superiori agli 82 dollari nelle prime ore di contrattazione. Quotazioni analoghe si osservano sul WTI, salito in area 72 dollari. Il principale fattore di pressione resta la parziale interruzione dei traffici nello Stretto di Hormuz, corridoio marittimo attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale e una quota rilevante di gas naturale liquefatto, soprattutto dal Qatar.

In Italia i listini dei carburanti hanno iniziato a riflettere queste dinamiche. Il gasolio ha raggiunto i livelli più elevati da oltre un anno, con quotazioni medie in self service intorno a 1,73 euro al litro e punte superiori sulle autostrade. La benzina si attesta su valori medi di circa 1,67-1,68 euro al litro in modalità self, con primi ritocchi al rialzo sui prezzi consigliati dai principali marchi. Gli aumenti rimangono parziali e non incorporano ancora pienamente l'impatto delle ultime quotazioni petrolifere; ulteriori adeguamenti sono attesi nei prossimi giorni se le tensioni non dovessero allentarsi.

Sul fronte del gas naturale, l'indice TTF di Amsterdam ha segnato incrementi più marcati, tra il 25% e il 40% in singola seduta, attestandosi intorno ai 39-45 euro per megawattora a seconda delle ore di contrattazione, con massimi superiori ai 46 euro. Si tratta dei valori più alti da inizio 2025. Il blocco o il rallentamento dei flussi di GNL dal Golfo persico ha amplificato la reazione, dato che l'Europa dipende in misura significativa da queste forniture per coprire il fabbisogno invernale residuo e industriale.

Le ripercussioni sui mercati finanziari sono state contenute rispetto agli shock energetici, con ribassi moderati sulle borse europee e flussi verso asset considerati rifugio. Tuttavia, la persistenza del conflitto rischia di alimentare pressioni inflazionistiche, con possibili trasferimenti sui costi di trasporto, produzione e, a cascata, sulle bollette di luce e gas per famiglie e imprese. Le stime di analisti indicano scenari che variano da aumenti a doppia cifra su base annua fino a incrementi più consistenti in caso di prolungamento della crisi oltre le prime settimane.
03-03-2026

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