“Attacco Usa fuori dalle regole del diritto internazionale”
Così il ministro della Difesa Crosetto nell'informativa in Parlamento per conto del governo sulla crisi nel Golfo. Meloni: "Preoccupata per possibili ripercussioni sull'Italia". Ed è pronta a fermare gli speculatori sul fronte costi energetici
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la posizione dell'Italia sulla crisi in Medio Oriente durante un'intervista radiofonica a RTL 102.5, sottolineando che «non siamo in guerra e non vogliamo entrarci». La premier ha espresso forte preoccupazione per le possibili ripercussioni dirette sul nostro Paese, legate all'escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran, con attacchi e contro-risposte che rischiano di destabilizzare ulteriormente la regione.
Meloni ha descritto il pericolo di un allargamento del conflitto come reale, con esiti imprevedibili per la sicurezza globale e per gli equilibri internazionali. Ha collegato la situazione attuale anche al prolungato deterioramento del diritto internazionale, aggravato dalla guerra in Ucraina. Quanto all'uso delle basi militari statunitensi sul territorio italiano, la presidente ha precisato che l'Italia si attiene agli accordi bilaterali esistenti, risalenti al 1954 e periodicamente aggiornati. Eventuali richieste di impieghi eccedenti tali intese verrebbero sottoposte al Parlamento per una decisione condivisa.
Sul piano della sicurezza nazionale, Meloni ha confermato il mantenimento di un'allerta massima contro il terrorismo di matrice islamista, fenomeno che può emergere anche in forme isolate e imprevedibili. Le strutture di intelligence italiane sono pienamente operative per monitorare e prevenire minacce. Sul fronte economico, la premier ha affrontato l'impatto della tensione sul prezzo dell'energia, annunciando l'intenzione di adottare interventi fiscali specifici contro le speculazioni sui mercati, al fine di mitigare gli effetti sui consumatori e sulle imprese italiane.
Nel pomeriggio, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riferito oggi in Parlamento, durante un'informativa sulla crisi in corso nel Golfo Persico, che l'attacco condotto dagli Stati Uniti e da Israele contro l'Iran si è svolto al di fuori delle regole del diritto internazionale. Rispondendo alle critiche dell'opposizione, Crosetto ha precisato che «certo, è stata una scelta al di fuori delle regole del diritto internazionale», sottolineando tuttavia che nessun governo – italiano, europeo o di altre aree del mondo – appare in grado al momento di fermare le operazioni militari in atto.
L'intervento del ministro è avvenuto nel contesto di comunicazioni congiunte con il titolare della Farnesina Antonio Tajani, incentrate sulla richiesta di assistenza avanzata da alcuni Paesi del Golfo, colpiti da una massiccia reazione iraniana fatta di centinaia di missili balistici e oltre mille droni. Crosetto ha fornito dati precisi sugli attacchi subiti: gli Emirati Arabi Uniti hanno registrato 186 missili (di cui 172 intercettati) e 812 droni (755 neutralizzati), mentre altri Stati come Qatar, Bahrein e Kuwait hanno affrontato ondate analoghe. L'obiettivo di Teheran, secondo il ministro, appare quello di generare instabilità economica, in particolare attraverso pressioni sullo stretto di Hormuz.
Tajani ha a sua volta illustrato la posizione del governo, confermando la disponibilità italiana a fornire supporto difensivo – in particolare sistemi antiaerei, antimissilistici e antidrone – ai partner del Golfo che ne hanno fatto formale richiesta. Il ministro ha ribadito che l'Italia non è in guerra e non intende entrarvi, ma deve gestire le conseguenze di un conflitto non condiviso preventivamente con gli alleati. Riguardo all'utilizzo delle basi militari statunitensi presenti sul territorio nazionale, Crosetto ha chiarito che ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta per impieghi diversi da quelli previsti dagli accordi bilaterali in vigore dal 1954, focalizzati su logistica, addestramento e supporto non cinetico. Eventuali evoluzioni in senso diverso verrebbero sottoposte al Parlamento.
Tajani ha aggiunto che da anni vari attori internazionali agiscono fuori dal quadro normativo multilaterale, citando come esempio l'invasione russa dell'Ucraina, e ha invocato unità politica interna per affrontare una fase di alto rischio per la sicurezza regionale e globale. La maggioranza ha approvato una risoluzione che impegna l'esecutivo a rafforzare le difese nei confronti dei partner minacciati, inclusi aiuti navali a Cipro in coordinamento con Francia e Spagna, mantenendo fermo il rispetto degli accordi esistenti sulle basi Usa. |