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Alla Nato riunito il Consiglio Atlantico

Macron sente Meloni e Mitsotakis. Teheran: “Colpita petroliera Usa nel Golfo”. Nuovi attacchi Idf a Beirut e Teheran. Il senato Usa boccia la risoluzione Dem per limitare i poteri di guerra a Trump. Nuove esplosioni nei cieli di Doha e Manama

La tensione nel Medio Oriente ha registrato un ulteriore inasprimento nelle ultime ore. Fonti marittime e autorità iraniane hanno riferito di un attacco a una petroliera battente bandiera statunitense nel Golfo Persico settentrionale, con la nave data in fiamme secondo l'agenzia di stampa statale Fars. Le rivendicazioni di Teheran non hanno ancora trovato piena conferma indipendente, ma l'incidente si inserisce in una serie di danni riportati da almeno tre petroliere nel Golfo e nel Golfo di Oman, tra cui una morte tra l'equipaggio e feriti su altre imbarcazioni, in un contesto di ritorsioni incrociate dopo i raid aerei americani e israeliani sull'Iran.

Le forze di difesa israeliane hanno condotto nuovi bombardamenti su obiettivi a Teheran e nei sobborghi meridionali di Beirut. Gli attacchi nella capitale iraniana hanno riguardato infrastrutture legate alle forze di sicurezza e ai corpi paramilitari, mentre in Libano i colpi si sono concentrati su centri di comando e depositi di armi attribuiti a Hezbollah. Le operazioni israeliane seguono lanci di missili e droni dal territorio libanese verso Israele, in una fase di escalation che ha già provocato decine di vittime civili e sfollati nelle aree colpite.

A Washington il Senato ha respinto una risoluzione presentata dai democratici volta a vincolare l'uso della forza militare del presidente Trump contro l'Iran a un'autorizzazione esplicita del Congresso. Il voto, conclusosi con un margine netto lungo linee di partito, ha bloccato il provvedimento che avrebbe imposto limiti ai poteri di guerra presidenziali in assenza di un dibattito parlamentare formale.

Nuove esplosioni sono state udite poi nei cieli sopra Doha e Manama, capitali rispettivamente del Qatar e del Bahrain. Testimoni e reporter sul posto hanno descritto boati multipli accompagnati da fumo denso, in concomitanza con la prosecuzione di azioni iraniane dirette contro basi e asset statunitensi nella regione del Golfo. Le difese aeree locali hanno intercettato diversi proiettili, ma il rischio per la navigazione e il traffico aereo commerciale resta elevato.

Il Consiglio Atlantico della NATO intanto si è riunito in sessione straordinaria per esaminare le implicazioni della escalation in Medio Oriente, con particolare attenzione agli attacchi iraniani contro obiettivi israeliani e basi statunitensi, e alle contromisure in corso. Parallelamente, il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto colloqui telefonici con la premier italiana Giorgia Meloni e con il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. Secondo fonti vicine all'Eliseo riportate da agenzie internazionali, i tre leader hanno concordato di coordinare l'invio di assetti militari a Cipro e nell'area orientale del Mediterraneo, oltre a collaborare per assicurare la libertà di navigazione nel Mar Rosso, in un quadro di solidarietà europea di fronte al deterioramento della situazione regionale.

Da Teheran arrivano toni duri: fonti governative iraniane hanno avvertito che eventuali azioni difensive da parte di paesi europei verrebbero interpretate come atti di guerra e complicità con gli aggressori. In questo contesto, diversi osservatori e media esteri sottolineano come l'Europa, divisa e spesso in ritardo nel definire una posizione unitaria, stia già pagando un prezzo in termini di instabilità energetica, rischi per le rotte commerciali e pressione migratoria, con il silenzio o la frammentazione delle prime ore che potrebbe rivelarsi costoso per l'intero continente a prescindere dalle scelte future.
05-03-2026


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