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Gazzetta Ufficiale
"Crisi complessa, Italia non vuole entrare in guerra"

Così la premier Meloni nell'Aula del Senato durante le comunicazioni in vista del Consiglio europeo e sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. "Usa-Israele fuori dal diritto. Più tasse per chi specula sui carburanti"

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riferito questa mattina nell’Aula del Senato in vista del Consiglio europeo in programma il 19 e 20 marzo, dedicando ampio spazio anche agli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Meloni ha definito la situazione regionale una delle più complesse degli ultimi decenni, sottolineando la necessità di affrontarla con serietà e coesione nazionale. Ha escluso qualsiasi partecipazione italiana diretta al conflitto, precisando che il governo non ha accolto e non intende accogliere richieste in tal senso. L’Italia, ha aggiunto, non partecipa alla guerra né intende entrarvi, e non considera se stessa complice di decisioni prese da altri attori.

La premier ha criticato gli interventi unilaterali condotti al di fuori del perimetro del diritto internazionale, con riferimento alle azioni militari di Stati Uniti e Israele. Ha ribadito che il governo non porta responsabilità per le eventuali conseguenze economiche della crisi sui cittadini e sulle imprese italiane.

Meloni ha inoltre ricordato la ferma condanna per episodi di violenza estrema, come la strage di bambine avvenuta a Minab in Iran, e ha espresso preoccupazione per il rischio di ulteriore escalation regionale con ripercussioni imprevedibili, inclusi effetti su energia e stabilità.

Nel corso dell’intervento ha anticipato che al prossimo vertice europeo insisterà su misure per tutelare gli interessi nazionali, tra cui una possibile sospensione temporanea di meccanismi come l’Ets per mitigare l’impatto dei costi energetici. Ha infine invitato le forze politiche a un confronto unitario per difendere l’interesse italiano in una fase di instabilità internazionale.
11-03-2026

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