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Gazzetta Ufficiale
Israele: “Uccisi Soleimani e Larijani”

La Repubblica islamica per ora non conferma. Usa, lascia per protesta il capo dell’antiterrorismo. Raid israeliani su Beirut, missili iraniani su Tel Aviv e Doha. Drone esplode vicino ambasciata Usa a Baghdad

In una fase critica del conflitto in Medio Oriente, entrato nel diciottesimo giorno, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato l’eliminazione mirata di due figure di vertice del regime iraniano: Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale e de facto leader del Paese dopo la morte dell’ex Guida suprema Ali Khamenei all’inizio della guerra, e Gholamreza Soleimani, comandante dell’unità Basij da sei anni, milizia paramilitare volontaria dei Guardiani della Rivoluzione incaricata principalmente della repressione interna e del controllo delle proteste.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato le uccisioni, avvenute nella notte tra il 16 e il 17 marzo in raid aerei su Teheran guidati da informazioni di intelligence precise. Secondo l’Idf, Larijani è stato colpito in una safe house nella capitale, mentre Soleimani è stato eliminato insieme al suo vice e ad altri alti ufficiali in un accampamento provvisorio allestito dai Basij dopo i precedenti attacchi ai loro quartier generali. Katz ha descritto le operazioni come un colpo al cuore del regime, con il premier Benjamin Netanyahu che ha aggiunto come la morte dei due offra agli iraniani l’opportunità di rovesciare il sistema.

Teheran non ha rilasciato conferme ufficiali sulle morti, mantenendo il silenzio sui media statali. Sui social network è emerso un messaggio scritto attribuito a Larijani, interpretato da alcuni come un testamento postumo, anche se non è stata verificata l’autenticità.

Parallelamente, l’aviazione israeliana ha condotto raid su posizioni di Hezbollah a Beirut, in Libano meridionale. Dall’Iran sono partiti nuovi lanci di missili balistici e droni verso Tel Aviv, il nord di Israele e altre aree centrali, con frammenti segnalati anche sopra la Città Vecchia di Gerusalemme. Analoghe traiettorie hanno riguardato Doha, capitale del Qatar, e sono state riportate esplosioni in zone di Dubai, senza dettagli immediati su danni o vittime.

A Baghdad, un drone è esploso in prossimità dell’ambasciata statunitense, attivando i sistemi di difesa antiaerea della sede diplomatica. Non risultano al momento vittime o feriti gravi tra il personale americano.

A Washington, Joe Kent, responsabile del Centro nazionale per l’antiterrorismo, ha rassegnato le dimissioni in segno di protesta contro la conduzione della guerra in Iran, dichiarando di non poter sostenere in coscienza le scelte attuali dell’amministrazione.
17-03-2026

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