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Istat, inflazione: impennata +1,5% a febbraio su anno

Su base mensile i prezzi al consumo hanno registrato un aumento dello 0,7%. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato un incremento dello 0,5%

Secondo i dati definitivi diffusi dall’Istat, a febbraio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, ha segnato un aumento dello 0,7% rispetto a gennaio e dell’1,5% su base annua, dal +1,0% registrato il mese precedente. La stima preliminare indicava un +1,6% tendenziale.

L’accelerazione è legata soprattutto alla crescita dei prezzi nei servizi relativi ai trasporti (passati dal +0,7% al +2,9% tendenziale), nei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (dal +3,0% al +4,9%) e negli alimentari non lavorati (dal +2,5% al +3,7%). Hanno invece rallentato gli alimentari lavorati (dal +1,9% all’+1,4%), mentre la flessione si è accentuata per gli energetici regolamentati (da -9,6% a -11,6%) e non regolamentati (da -5,9% a -6,2%).

L’inflazione di fondo, al netto di energetici e alimentari freschi, è salita dal +1,7% al +2,4%, e quella al netto dei soli beni energetici dal +1,9% al +2,5%. 

I prezzi dei beni hanno registrato una lieve diminuzione annua (-0,2%, invariata rispetto a gennaio), mentre i servizi hanno accelerato dal +2,5% al +3,6%, ampliando il differenziale tra i due comparti a +3,8 punti percentuali (era +2,7%). I beni alimentari, per la cura della casa e della persona hanno segnato un modesto aumento tendenziale (da +1,9% a +2,0%), con i prodotti ad alta frequenza d’acquisto stabili al +1,9%.

La variazione mensile dell’indice generale è stata trainata principalmente dagli aumenti dei tabacchi (+3,3%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,1%), dei servizi di trasporto (+1,9%), degli alimentari non lavorati (+1,2%) e, in misura minore, degli energetici non regolamentati e dei servizi relativi all’abitazione (entrambi +0,4%). Hanno esercitato un effetto opposto la riduzione degli energetici regolamentati (-1,5%) e degli alimentari lavorati (-0,5%).

L’inflazione acquisita per il 2026 si attesta al +1,1% sia per l’indice generale sia per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha rilevato un +0,5% congiunturale e un +1,5% tendenziale (dal +1,0% di gennaio), contro una stima preliminare di +1,6%. L’indice FOI per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi, ha segnato +0,5% sul mese e +1,1% sull’anno.

Nel complesso, l’accelerazione dell’inflazione a febbraio riflette soprattutto l’andamento dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei trasporti, con un contributo positivo anche dagli alimentari non lavorati. L’unico elemento di contenimento significativo resta l’ulteriore calo degli energetici (-6,6% il complesso). Il “carrello della spesa” cresce del +2,0% su base annua (dal +1,9%).
17-03-2026

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