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Israele: ucciso ministro intelligence iraniana

Pasdaran: “Attacchi a Israele per vendicare la morte di Larijani”. Libano: nuovo attacco dell’Idf sul centro di Beirut. Colpiti siti iraniani vicino a Hormuz. Droni sull’ambasciata Usa a Baghdad

Teheran ha lanciato un massiccio attacco con missili balistici su Tel Aviv nella notte. Secondo il Jerusalem Post e il Times of Israel, un uomo e una donna di circa 70 anni sono stati uccisi a Ramat Gan, sobborgo vicino alla città, da schegge di missili intercettati o da munizioni a grappolo. Fonti mediche israeliane hanno confermato due morti e feriti lievi, con danni segnalati anche alla stazione ferroviaria Savidor Center di Tel Aviv. Il New York Times e Reuters riferiscono che l’Iran ha usato testate a grappolo, e che parte dei proiettili è stata intercettata ma ha comunque provocato impatti diffusi nella zona centrale.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha rivendicato l’operazione in un comunicato ufficiale, definendola una rappresaglia diretta per l’eliminazione di Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano. Come riportato da Reuters, dal New York Times e da Al Jazeera, Larijani – considerato di fatto il leader operativo del regime dopo la morte dell’ayatollah Khamenei – è stato ucciso insieme al figlio Morteza e ad alcune guardie del corpo in un raid aereo israeliano vicino a Teheran. Nello stesso attacco è morto anche Gholamreza Soleimani, comandante delle forze Basij. Israele ha confermato le eliminazioni, descrivendole come colpi mirati contro figure chiave del sistema di sicurezza iraniano. I Pasdaran hanno dichiarato poi che colpiranno siti petroliferi nel Golfo in caso di ulteriori attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane. Il portavoce del quartier generale Khatam al-Anbiya ha affermato che impianti di compagnie del Golfo con legami o partecipazioni americane verrebbero trasformati in cenere se l'Iran subisse danni ai suoi terminali o campi petroliferi.

La minaccia arriva dopo raid statunitensi su obiettivi militari nell'isola di Kharg, hub principale per le esportazioni di greggio iraniano. Gli Stati Uniti hanno colpito depositi di mine navali e bunker di missili, evitando però le strutture petrolifere. L'Iran ha risposto accusando Washington di usare porti e basi nel Golfo per lanciare gli attacchi. Parallelamente, sono stati segnalati raid su impianti iraniani di gas. Fonti indicano danni a parti del campo South Pars, il più grande giacimento di gas al mondo, condiviso con il Qatar. Non è chiaro se i colpi siano stati portati da Israele o da altri attori, ma Teheran ha riportato incendi e sospensioni parziali di produzione in alcune fasi del sito.

Israele ha annunciato invece l'uccisione del ministro dell'intelligence iraniano Esmail Khatib. Il ministro della difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Khatib è stato eliminato in un attacco mirato notturno a Teheran. Si tratta della terza eliminazione di alto profilo iraniano in due giorni, dopo quella del capo della sicurezza nazionale Ali Larijani e del comandante dei Basij Gholamreza Soleimani. Katz ha aggiunto che le forze armate israeliane hanno ricevuto autorizzazione a colpire altri dirigenti iraniani senza bisogno di ulteriori approvazioni governative. L'Iran non ha ancora confermato ufficialmente la morte di Khatib.

Sul fronte libanese, l’aviazione israeliana ha condotto un nuovo raid nel centro di Beirut. Secondo fonti citate da Reuters e dal Guardian, gli aerei hanno colpito un edificio residenziale nel quartiere Bachoura e altre zone centrali, dopo aver emesso ordini di evacuazione per migliaia di residenti. Le autorità libanesi parlano di almeno sei morti e oltre venti feriti nelle ultime ore, in un contesto di attacchi continui contro Hezbollah che hanno già spinto centinaia di migliaia di persone a fuggire dalla capitale e dalle zone meridionali.

Contemporaneamente, siti militari iraniani vicino allo stretto di Hormuz sono stati colpiti. Reuters e Fox News indicano che forze statunitensi e israeliane hanno usato bombe penetranti da 5.000 libbre contro installazioni sotterranee di missili lungo la costa iraniana. L’operazione rientra nella più ampia campagna denominata “Epic Fury” e ha provocato anche incidenti marittimi nella zona, con navi colpite da proiettili e jamming dei segnali GPS.

A Baghdad, droni e razzi hanno preso di mira l’ambasciata statunitense. Reuters e Al Jazeera riferiscono di una serie di attacchi intensi nel Green Zone: esplosioni udite vicino al compound, fumo visibile e sirene attivate. Non risultano vittime tra il personale americano, ma gli attentati – attribuiti a gruppi filoiraniani – rappresentano la ripresa di un fronte iracheno che si era temporaneamente attenuato.
18-03-2026


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