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Trump: "Non intendo inviare soldati in Iran"

E mette nel mirino il principale giacimento di gas iraniano di South Pars. Macron avverte: “Attacchi sul gas sconsiderati. Ci sia una tregua per le festività”. Israele: “Gli Usa sapevano degli attacchi agli impianti petrolchimici”

L'amministrazione Trump sta valutando l'invio di ulteriori forze terrestri in Medio Oriente, inclusi reparti dei Marines, nel contesto del conflitto con l'Iran. Fonti citate da Reuters indicano che tra le opzioni allo studio c'è il dispiegamento di truppe per controllare aree chiave come l'isola di Kharg, da cui transita la quasi totalità delle esportazioni petrolifere iraniane, o tratti della costa lungo lo Stretto di Hormuz. Trump ha minacciato anche di distruggere completamente il giacimento di gas South Pars, il più grande al mondo condiviso con il Qatar, se l'Iran proseguirà attacchi contro impianti energetici qatarioti. La minaccia segue un raid israeliano su parti di South Pars e sugli impianti collegati di Asaluyeh, che ha provocato incendi e interruzioni parziali della produzione.

Nel pomeriggio lo stesso Trump ha dichiarato di non intende inviare truppe terrestri in Iran. Rispondendo a una domanda diretta, ha detto: "No, non sto inviando truppe da nessuna parte. Se lo facessi, di certo non ve lo direi. Ma non sto inviando truppe".

Trump ha anche affermato che gli Stati Uniti stanno difendendo lo Stretto di Hormuz nell'interesse di tutti. Ha aggiunto che in poche settimane le forze americane hanno distrutto gran parte della marina, dell'aeronautica e delle capacità tecnologiche iraniane. Ha descritto l'Iran come "quasi raso al suolo", con lo stretto come unico elemento rimasto critico, sottolineando che "l'Iran sta bene" al di là di questo. Riguardo agli alleati NATO, Trump ha osservato che stanno mostrando maggiore disponibilità a impegnarsi per lo Stretto, ma ha giudicato l'atteggiamento tardivo. Ha espresso frustrazione per la scarsa risposta alle sue richieste di supporto navale da parte di vari paesi. Infine, Trump ha rivelato di aver chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di non colpire infrastrutture petrolifere e gasiere iraniane. Ha detto di averlo esplicitamente avvertito: "Ho detto di non colpire petrolio e gas". Secondo fonti israeliane, alcuni attacchi precedenti erano coordinati con Washington, ma Trump ha insistito che ulteriori azioni di quel tipo non devono ripetersi.

Intanto il governo britannico ha annunciato un piano in sei punti per la riapertura dello Stretto di Hormuz. L'iniziativa, coordinata con gli alleati, mira a ripristinare la libertà di navigazione nella regione dopo la chiusura parziale causata dalle tensioni con l'Iran. Il primo ministro Keir Starmer ha precisato che il piano è in fase di elaborazione congiunta, ma non coinvolgerà una missione NATO. Il presidente francese Emmanuel Macron ha definito invece sconsiderati gli attacchi alle infrastrutture energetiche e ha chiesto una tregua immediata per le festività, con un moratorium su raid contro impianti civili come quelli di gas e acqua. Macron ha parlato con Trump e con l'emiro del Qatar per spingere in questa direzione.

Israele ha fatto sapere che gli Stati Uniti erano al corrente dei piani per colpire gli impianti petrolchimici e del gas iraniani, in coordinamento con Washington, anche se fonti americane hanno smentito un coinvolgimento diretto nell'ultimo raid su South Pars. Il conflitto, iniziato a fine febbraio con operazioni congiunte Usa-Israele, ha già portato a un forte aumento dei prezzi del petrolio e del gas a livello globale.
19-03-2026

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