Mercato immobiliare, Istat: nel 2025 corrono i prezzi
Nel IV trimestre 2025 il costo delle abitazioni già esistenti aumenta del 5,2% (dal +4,2% del trimestre precedente), quelle nuove, al contrario, registrano un marcato rallentamento: -1,2% dal +1,3% del terzo trimestre del 2025
Secondo le stime preliminari Istat, nel quarto trimestre 2025 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) è aumentato dello 0,9% rispetto al trimestre precedente e del 4,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel terzo trimestre la crescita tendenziale era stata del 3,7%.
L’aumento su base annua dipende interamente dalle abitazioni già esistenti, i cui prezzi sono saliti del 5,2% (dal 4,2% del trimestre prima). Al contrario, i prezzi delle abitazioni nuove hanno rallentato nettamente, passando da +1,3% a -1,2%. Si tratta del primo dato negativo negli ultimi otto anni per questa categoria.
Su base congiunturale l’IPAB è cresciuto dello 0,9%, con un contributo di +1,3% dalle abitazioni nuove e di +0,8% da quelle già esistenti.
Nel complesso del 2025 i prezzi delle abitazioni sono aumentati in media del 4,0%: +0,6% per le nuove e +4,7% per le esistenti. Questo andamento genera un effetto di trascinamento sul 2026 pari a +1,6% complessivo (+3,3% nuove, +1,3% esistenti).
Nel quarto trimestre 2025 i volumi di compravendita residenziale, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, hanno segnato una crescita tendenziale molto debole (+0,4%), in forte decelerazione rispetto al +8,5% del trimestre precedente.
A livello territoriale, l’IPAB ha registrato variazioni tendenziali positive in tutte le ripartizioni, con il Nord-est in testa (+4,7%) e il Sud e Isole più indietro (+3,0%).
Tra i grandi comuni, gli aumenti più forti si sono avuti a Milano (+6,3%) e Roma (+5,0%). A Torino la crescita è stata del 3,6%, in accelerazione rispetto al +2,1% del terzo trimestre.
In sintesi, nel 2025 i prezzi delle abitazioni usate hanno continuato a salire con decisione, mentre il mercato delle nuove ha mostrato segni evidenti di indebolimento. La domanda resta sostenuta nei principali centri urbani del Nord e del Centro, ma il rallentamento delle compravendite segnala un raffreddamento della dinamica complessiva. |