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Trump sugli alleati Nato: “Codardi, ce ne ricorderemo”

Israele bombarda ancora Teheran, droni su raffineria in Kuwait. Mojtaba Khamenei: “Negare la sicurezza ai nemici, in patria e all’estero”. Idf: nuovo lancio di missili iraniani contro area Gerusalemme

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) ha confermato la morte del portavoce Ali Mohammad Naini. L'ufficiale è rimasto ucciso in un attacco aereo congiunto USA-Israele su Teheran. La notizia arriva al ventesimo giorno del conflitto aperto dopo l'eliminazione del precedente leader supremo Ali Khamenei.

Israele ha intensificato i raid sulla capitale iraniana. Negli ultimi giorni le forze aeree israeliane hanno colpito oltre 200 obiettivi in diverse province, inclusi il quartier generale della marina dei Pasdaran a Teheran, basi missilistiche sotterranee a sud di Shiraz e la base Imam Hussein vicino a Yazd. I bombardamenti mirano a degradare le capacità balistiche e navali iraniane. Netanyahu ha dichiarato che l'operazione congiunta con gli USA ha ridotto drasticamente la capacità iraniana di arricchire uranio e produrre missili balistici.

Nella notte scorsa poi, droni hanno colpito l'unità operativa della raffineria Mina Al-Ahmadi in Kuwait, gestita dalla Kuwait Petroleum Corporation. L'attacco ha provocato un incendio limitato, spento rapidamente dai team di emergenza. Non si registrano feriti. Le autorità kuwaitiane e fonti regionali attribuiscono l'azione a droni iraniani, in rappresaglia agli strike israeliani sul campo di South Pars, il più grande giacimento di gas al mondo, situato al confine con il Qatar. L'Iran ha esteso gli attacchi a infrastrutture energetiche in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar.

Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Ali Khamenei e attuale Guida suprema, ha rilasciato dichiarazioni dure. In un messaggio attribuito a lui, ha respinto proposte di cessate il fuoco trasmesse da paesi intermediari. Ha affermato che non è il momento della pace e che gli Stati Uniti e Israele devono essere sconfitti. Ha insistito sulla necessità di negare sicurezza ai nemici in patria e all'estero, sottolineando il ruolo del Fronte della Resistenza e la pressione sullo Stretto di Hormuz. Israele ha risposto annunciando l'intenzione di localizzare e neutralizzare il nuovo leader supremo.

Le Forze di Difesa Israeliane hanno rilevato un nuovo lancio di missili balistici iraniani verso l'area di Gerusalemme e il centro del paese. Le sirene antiaeree sono scattate nella notte, con boati uditi sopra la capitale durante le celebrazioni di Eid. I sistemi di difesa hanno intercettato la maggior parte dei proiettili; frammenti sono caduti in zone residenziali intorno a Gerusalemme, nel nord e in aree centrali, senza causare vittime o danni gravi confermati. Si tratta del secondo barrage in meno di un'ora, parte di una serie di attacchi iraniani che includono missili "Nasrallah" su raffinerie israeliane a Haifa e Ashdod.

Trump ha infine attaccato gli alleati della Nato con parole dure. In un messaggio pubblicato su Truth Social venerdì, il presidente americano li ha definiti "codardi" e ha aggiunto "ce ne ricorderemo". Il commento arriva nel contesto della guerra in corso tra Stati Uniti, Israele e Iran. Trump ha chiesto ai paesi Nato di sostenere gli sforzi americani, in particolare per proteggere lo stretto di Hormuz e le rotte petrolifere. Molti alleati europei, tra cui il Regno Unito, hanno rifiutato di partecipare direttamente al conflitto o di fornire un aiuto militare significativo. Nel post Trump ha scritto che senza gli Stati Uniti la Nato è solo una "tigre di carta". Ha poi sottolineato che gli Stati Uniti non hanno più bisogno dell'assistenza dei partner atlantici, dato il successo militare ottenuto finora. Ha concluso definendo gli alleati "cowards" (codardi) e promettendo che "we will remember" (ce ne ricorderemo).
20-03-2026

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