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Crolla tetto di un casolare nel Parco degli acquedotti a Roma, si segue pista anarchica
La struttura, abbandonata, sarebbe stata utilizzata, a volte, come riparo da senza fissa dimora. Secondo chi indaga, le due vittime erano legate al gruppo Cospito
Potrebbe esserci altro dietro la morte di due persone oggi nel crollo di un casolare abbandonato al Parco degli Acquedotti, nella zona sud di Roma, in via delle Capannelle, travolte da un'esplosione che ha provocato il cedimento del tetto della struttura. I corpi, un uomo e una donna, sono stati estratti dalle macerie in mattinata.
Le indagini si orientano infatti verso la pista anarchica. Secondo i primi accertamenti, i due stavano maneggiando un ordigno artigianale, probabilmente in fase di preparazione. L'ipotesi è confermata dal ritrovamento del corpo dell'uomo con una mano amputata, segno tipico di un'esplosione ravvicinata durante la manipolazione di esplosivo. Gli inquirenti hanno identificato le vittime come Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, due militanti anarchici legati ad ambienti vicini ad Alfredo Cospito, attualmente in carcere. Le indagini proseguono per chiarire le circostanze esatte e l'eventuale obiettivo dell'ordigno. |
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20-03-2026
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