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Inchiesta su corruzione in appalti informatici: 26 indagati
Perquisizioni al ministero della Difesa e nelle sedi di Terna e Rfi. Si ipotizzano i reati di corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio. Indagini partite da una evoluzione dell'inchiesta Sogei
Una nuova inchiesta giudiziaria ha portato alla luce presunti casi di corruzione legati ad appalti nel settore informatico. Secondo quanto emerso finora, sono 26 le persone indagate. Tra i reati ipotizzati figurano corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio. Gli inquirenti hanno eseguito perquisizioni al ministero della Difesa e nelle sedi di due importanti società pubbliche: Terna, che gestisce la rete elettrica nazionale, e Rfi, responsabile della rete ferroviaria italiana. Le operazioni sono state condotte dalla Guardia di Finanza, con il coordinamento della procura di Roma.
L’indagine rappresenta uno sviluppo di un’inchiesta più ampia partita tempo fa da Sogei, la società del ministero dell’Economia che si occupa di servizi informatici per la pubblica amministrazione. Da quel filone iniziale gli accertamenti si sono allargati, arrivando a coinvolgere appalti per forniture e servizi tecnologici in diversi enti. Al momento non ci sono stati arresti comunicati in questa fase specifica, ma solo perquisizioni e iscrizioni nel registro degli indagati. Le autorità stanno esaminando documenti, dispositivi e altre evidenze per verificare se ci siano state irregolarità nella gestione delle gare pubbliche, con possibili favori o pagamenti illeciti in cambio di assegnazioni di contratti.
Si tratta di un settore delicato, perché gli appalti informatici riguardano sistemi critici per lo Stato, dalla gestione dei dati alla sicurezza delle infrastrutture. Le indagini sono ancora in corso e, come sempre in questi casi, ogni persona coinvolta è da considerarsi innocente fino a prova contraria, secondo il principio della presunzione di innocenza. Fonti giudiziarie hanno spiegato che l’evoluzione dell’inchiesta su Sogei ha permesso di allargare il campo di azione, arrivando a toccare anche altri ministeri e società controllate dallo Stato. L’obiettivo è ricostruire eventuali meccanismi che avrebbero distorto la concorrenza negli appalti, con conseguenze sui costi sostenuti dalla collettività. |
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26-03-2026
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