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Pesante ondata di raid israeliani su Beirut
Circa 160 bombe in 10 minuti: distrutti palazzi, panico in strada. Idf blocca mezzi Unifil diretti a Beirut con italiani, colpi di avvertimento. Tajani: “Nessun ferito, ma chiederemo chiarimenti”
Una pesante ondata di raid aerei israeliani ha colpito Beirut e altre zone del Libano nelle ultime ore. Secondo quanto riferito da fonti militari israeliane, l’operazione ha coinvolto circa 160 bombe lanciate in un arco di dieci minuti su oltre cento obiettivi. I bersagli indicati dall’Idf erano infrastrutture e sedi usate da Hezbollah per pianificare attacchi contro Israele, tra cui quartieri meridionali della capitale e aree nella valle della Bekaa e nel sud del paese.
I colpi hanno provocato la distruzione di diversi palazzi, con colonne di fumo visibili da varie parti della città. Testimoni locali hanno descritto scene di panico nelle strade, con persone che correvano in cerca di riparo mentre si sentivano le esplosioni in rapida successione. Le autorità libanesi hanno parlato di numerosi feriti e vittime, anche se il bilancio esatto resta ancora in fase di verifica sul campo.
Nello stesso contesto, le forze israeliane hanno bloccato un convoglio di mezzi della missione Unifil, la forza di pace delle Nazioni Unite, che si dirigeva verso Beirut. A bordo c’erano anche militari italiani. Secondo le prime ricostruzioni, i soldati israeliani hanno sparato colpi di avvertimento per fermare i veicoli. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha confermato che nessun ferito italiano è rimasto coinvolto nell’episodio, ma ha annunciato che l’Italia chiederà chiarimenti alle autorità israeliane per comprendere le ragioni del blocco.
La situazione sul terreno resta tesa. L’esercito israeliano ha giustificato l’azione come necessaria per colpire capacità operative di Hezbollah, mentre da parte libanese si parla di una nuova escalation che colpisce anche zone civili. La missione Unifil, che conta su un forte contingente italiano, continua il suo lavoro di monitoraggio nella zona di confine nonostante le difficoltà crescenti. |
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08-04-2026
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