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Israele bombarda la tregua, massacro a Beirut
Tel Aviv ha proseguito le operazioni militari in Libano, Hezbollah ha risposto con lanci di razzi verso il nord del Paese. Trump: “Nostre forze in zona fino all'accordo”
La situazione in Medio Oriente resta tesa nonostante l’annuncio di una tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran. Il cessate il fuoco, valido per due settimane, è stato raggiunto martedì sera e appare già fragile. Israele ha proseguito le operazioni militari in Libano, mentre Hezbollah ha risposto con lanci di razzi verso il nord di Israele.
Mercoledì le forze israeliane hanno condotto la più ampia ondata di attacchi aerei contro obiettivi di Hezbollah in Libano. I bombardamenti hanno colpito varie zone, inclusi quartieri di Beirut, e secondo fonti libanesi hanno provocato almeno 180-250 morti in una sola giornata, la più sanguinosa dall’inizio di questa fase del conflitto. L’esercito israeliano ha parlato di operazioni mirate contro centri di comando, depositi di armi e infrastrutture del gruppo armato, definendole necessarie per continuare la campagna contro Hezbollah.
In risposta, Hezbollah ha annunciato di aver sparato una raffica di razzi verso un kibbutz vicino al confine libanese, in particolare verso la zona di Manara. Si tratta del primo attacco del genere dopo l’annuncio della tregua con l’Iran. Il gruppo ha motivato l’azione come replica a quella che considera una violazione dell’accordo da parte israeliana.
Il presidente americano Donald Trump ha commentato la situazione con un tono deciso. Ha spiegato che le forze statunitensi resteranno dispiegate nella zona fino al raggiungimento di un accordo definitivo e reale. Secondo Trump, il cessate il fuoco con l’Iran non include gli scontri in Libano, che Washington considera una questione separata. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso la stessa posizione, sostenendo che l’intesa non ferma le operazioni contro Hezbollah.
Nel corso del pomeriggio, l'esercito israeliano ha diffuso un nuovo ordine di evacuazione per la popolazione della periferia sud di Beirut. Il portavoce militare, attraverso i canali ufficiali, ha invitato i residenti di diversi quartieri a lasciare immediatamente le loro case per motivi di sicurezza. Secondo quanto riportato dall'esercito, l'avviso riguarda aree specifiche della zona sud della capitale libanese, nota anche come Dahiyeh. L'obiettivo dichiarato è quello di proteggere i civili prima di possibili operazioni contro infrastrutture militari legate a Hezbollah. Il messaggio invita a spostarsi verso nord o est, evitando spostamenti in altre direzioni che potrebbero esporre le persone a rischi.
L'esercito israeliano ha precisato che le operazioni mirano a obiettivi militari e non alla popolazione civile. Hezbollah, dal canto suo, ha continuato a denunciare gli attacchi come aggressioni contro il Libano. Da parte iraniana, invece, si registrano segnali di irritazione. Teheran ha fatto sapere che considera gli attacchi in Libano come una violazione della tregua più ampia e ha temporaneamente chiuso di nuovo lo Stretto di Hormuz, via cruciale per il trasporto di petrolio. Gli Stati Uniti hanno chiesto la riapertura immediata del passaggio. Il vice presidente americano JD Vance ha parlato di una “tregua fragile” e ha ammesso che potrebbe esserci stato un malinteso sulle condizioni dell’accordo, in particolare riguardo al Libano. Mediatori internazionali, tra cui il Pakistan, stanno cercando di chiarire i termini e di tenere in piedi i colloqui previsti nei prossimi giorni. |
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09-04-2026
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