METEO
BORSA
15/04/2026 07:16
SPORT
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Agire
Presidenza Federcalcio, in corsa Malagò e Abete

Dopo le dimissioni di Gravina, il calcio italiano si prepara a eleggere il nuovo numero uno il prossimo 22 giugno. Al momento, i due nomi che emergono con più forza

La corsa per la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio è ufficialmente partita. Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, il calcio italiano si prepara a eleggere il nuovo numero uno il prossimo 22 giugno. Al momento, i due nomi che emergono con più forza sono quelli di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete.

Giovanni Malagò, ex presidente del Coni dal 2013 al 2025 e responsabile del comitato organizzatore delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, sembra essere il candidato preferito dalla Serie A. Oggi, lunedì 13 aprile, l’assemblea della Lega di A si riunisce proprio per discutere e probabilmente formalizzare il suo nome. La maggioranza dei club appare orientata su di lui, con il sostegno di figure come Beppe Marotta e delle grandi società. Solo una piccola minoranza, guidata dal presidente della Lazio Claudio Lotito, resiste a questa ipotesi.

Malagò porta con sé un curriculum di dirigente sportivo di alto livello e l’esperienza di chi ha gestito eventi complessi. La sua possibile candidatura rappresenta una novità per il sistema federale, con l’obiettivo di dare un segnale di rinnovamento dopo un periodo difficile per la nazionale.

Dall’altra parte c’è Giancarlo Abete, che ha già guidato la Figc dal 2007 al 2014. Oggi è presidente della Lega Nazionale Dilettanti, la componente che pesa di più nel voto con il 34% dei delegati. Abete sta valutando con attenzione la situazione. Non si è ancora esposto del tutto, ma il suo bacino di voti lo rende un punto di riferimento importante. In passato ha lasciato la presidenza dopo l’eliminazione dell’Italia ai Mondiali in Brasile e ora potrebbe rappresentare una linea di maggiore continuità interna al mondo del calcio.

Il meccanismo di voto è complesso. In tutto ci sono 275 delegati che esprimono preferenze in base alle diverse componenti: la Lega Nazionale Dilettanti con il 34%, gli atleti con il 20%, la Serie A con il 18%, la Lega Pro con il 12%, i tecnici con il 10% e la Serie B con il 6%. Per vincere serve una maggioranza chiara e spesso le alleanze tra queste anime diventano decisive.

Al momento nessuno dei due ha ancora in tasca i numeri necessari per essere eletto al primo turno. Serviranno trattative, incontri e probabilmente mediazioni nelle prossime settimane. Malagò dovrà allargare il suo consenso oltre la Serie A, mentre Abete può contare su una base solida tra i dilettanti ma deve verificare il sostegno di altre componenti.

Intanto, altri nomi circolano come possibili alternative o elementi di mediazione, tra cui ex calciatori come Demetrio Albertini. Il governo osserva con attenzione e ha espresso perplessità su alcune soluzioni, senza però spingere apertamente per un commissariamento, almeno per ora.
13-04-2026


Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy