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"Pronti a combattere se Teheran rifiuta intesa"
Lo assicura il Pentagono, mentre Trump annuncia la ripresa dei negoziati tra Israele e Libano dopo 34 anni. Ma Beirut smentisce. Stretto Hormuz ancora chiuso e l’Iran minaccia ritorsioni
La situazione tra Iran e Stati Uniti resta tesa, anche se le operazioni militari principali sembrano in una fase di pausa dopo gli attacchi israeliani e americani degli ultimi mesi. Il Pentagono ha ribadito che le forze statunitensi sono pronte a riprendere i combattimenti se Teheran non accetterà un accordo per chiudere il conflitto.
Lo Stretto di Hormuz, via d’acqua fondamentale per il trasporto di petrolio, rimane di fatto bloccato. Gli Stati Uniti mantengono un blocco navale sui porti iraniani e impediscono il passaggio di navi legate all’Iran. Questa misura è stata introdotta dopo il fallimento dei colloqui diretti tra Washington e Teheran, tenutisi in Pakistan. Il presidente Donald Trump ha accusato l’Iran di non voler rinunciare alle sue ambizioni nucleari e ha ordinato la chiusura del traffico marittimo iraniano per aumentare la pressione. L’Iran ha minacciato ritorsioni per il blocco dello stretto, ma finora non ci sono stati nuovi scontri diretti.
Al Pentagono, il segretario alla Difesa e i vertici militari hanno dichiarato che le truppe americane sono pronte e posizionate per tornare a combattere con breve preavviso, se necessario. Hanno sottolineato che l’obiettivo resta quello di far riaprire lo stretto e raggiungere un’intesa che fermi definitivamente le ostilità.
Nel frattempo, Trump ha annunciato la ripresa di negoziati tra Israele e Libano, che non hanno contatti diretti da oltre trent’anni. Secondo il presidente americano, i leader dei due paesi dovrebbero parlarsi presto, grazie alla mediazione di Washington. Tuttavia, fonti ufficiali a Beirut hanno smentito di essere a conoscenza di questi contatti o di averli accettati. Hezbollah, dal canto suo, ha respinto l’idea di trattative in questa fase. |
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16-04-2026
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