Tregua tra Israele e Libano, riaperto Hormuz
Cessate il fuoco già operativo ma l’esercito libanese denuncia: attacchi di Israele in violazione tregua. Trump: “L'Italia non c'è stata per noi, noi non ci saremo per loro”
Una tregua di dieci giorni tra Israele e Libano è entrata in vigore nella serata di giovedì. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente americano Donald Trump, che ha parlato al telefono con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e con il presidente libanese Joseph Aoun.
Secondo quanto riferito da Trump, i due leader hanno concordato una pausa nei combattimenti per creare spazio a possibili negoziati futuri. La tregua è scattata alle 23 ora italiana e dovrebbe durare fino a fine mese. Trump ha definito l’intesa un primo passo verso una pace più stabile e ha invitato i due capi di Stato a nuovi colloqui alla Casa Bianca. Ha aggiunto che il vicepresidente JD Vance e il segretario di Stato Marco Rubio seguiranno da vicino il dossier.
Sul terreno la situazione resta però fragile. Poche ore dopo l’inizio del cessate il fuoco, l’esercito libanese ha denunciato alcuni attacchi israeliani in diverse zone del sud del Paese, parlando di “violazioni” dell’accordo. Fonti locali hanno riferito di bombardamenti intermittenti e di spari che hanno interessato alcuni villaggi. L’esercito ha invitato i residenti a non rientrare ancora nelle aree più vicine al confine.
Da parte israeliana non ci sono state conferme immediate su questi episodi. Netanyahu ha fatto sapere che le forze armate israeliane non si ritireranno dalle posizioni che occupano già nel sud del Libano durante questi dieci giorni. La tregua arriva dopo settimane di scontri intensi tra l’esercito israeliano e il gruppo armato Hezbollah, attivo soprattutto nel sud del Libano. Il conflitto si è inserito in un quadro regionale più ampio che include anche tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran.
In un post separato sui suoi canali social, Trump ha commentato i rapporti con l’Italia. Il presidente americano ha scritto che “l’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”. La frase arriva mentre emergono divergenze tra Washington e Roma su alcuni aspetti della gestione della crisi in Medio Oriente e su altre questioni internazionali. Non ci sono stati al momento dettagli ulteriori da parte della Casa Bianca o del governo italiano.
Nel pomeriggio, Teheran ha annunciato che lo stretto di Hormuz resterà aperto per tutta la durata della tregua in corso in Libano. La dichiarazione arriva dal governo iraniano e segna un passo importante dopo settimane di tensioni legate al conflitto più ampio nella regione. Lo stretto di Hormuz è una via d’acqua cruciale per il trasporto di petrolio e gas. Attraverso questo passaggio transita circa un quinto del greggio mondiale. La sua chiusura parziale o totale aveva creato preoccupazioni per i prezzi dell’energia e per la sicurezza delle rotte marittime. Secondo Teheran, ora il traffico potrà riprendere normalmente finché durerà il cessate il fuoco in Libano.
Trump ha accolto con favore la notizia. In un messaggio pubblico ha espresso soddisfazione per questo sviluppo, definendolo un segnale positivo per la stabilità dell’area. Intanto fonti dei media riferiscono che gli Stati Uniti stanno valutando un possibile accordo con l’Iran. L’ipotesi al centro delle discussioni prevede uno scambio da circa 20 miliardi di dollari in cambio della gestione delle scorte di uranio arricchito iraniano. Si tratterebbe di un’intesa temporanea per ridurre le tensioni sul programma nucleare di Teheran.
I negoziati tra Washington e Teheran proseguono con un nuovo round previsto a Islamabad, in Pakistan. Fonti diplomatiche indicano che l’incontro potrebbe tenersi già domenica prossima. Il Pakistan sta svolgendo un ruolo di mediazione importante in questa fase. |