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"In Europa rischio recessione con inflazione al 5%"
Lo dice Kammer, direttore del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale. Lo shock in vista è legato alle tensioni in Medio Oriente, in particolare alla chiusura dello Stretto di Hormuz
L'Europa si trova oggi di fronte a una nuova sfida economica. Lo ha spiegato con chiarezza Alfred Kammer, direttore del Dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale. Secondo l'analisi del Fmi, un nuovo shock nell'approvvigionamento di energia sta rallentando la crescita del continente e facendo salire di nuovo i prezzi al consumo.
Lo shock in vista è legato alle tensioni in Medio Oriente, in particolare alla chiusura dello Stretto di Hormuz provocata dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Le forniture di petrolio e gas si sono ridotte di circa un quinto, con effetti immediati sui mercati energetici globali. I prezzi dell'energia sono aumentati in modo significativo, colpendo sia le famiglie che le imprese.
Prima di questi sviluppi, le previsioni economiche per l'Europa erano in miglioramento. Ora invece il quadro è cambiato. I primi dati mostrano già un calo degli investimenti privati e dei consumi. Per l'area dell'euro, il Fmi prevede una crescita dell'1,1 per cento nel 2026, mentre per l'intera Unione europea la stima è dell'1,3 per cento. Si tratta di ritmi modesti, accompagnati da incertezza elevata.
In uno scenario più grave, con uno shock energetico prolungato e condizioni finanziarie più strette, l'Unione europea potrebbe avvicinarsi a una recessione. In quel caso l'inflazione potrebbe toccare il 5 per cento. Kammer ha definito questa situazione un "bivio familiare" per l'Europa, simile a quanto accaduto nel 2022 con la crisi legata alla guerra in Ucraina, anche se di intensità minore.
Il direttore del Dipartimento europeo del Fmi sottolinea che nessun paese del continente è al riparo. L'aumento dei costi energetici pesa sulla domanda e rallenta l'attività economica, mentre allo stesso tempo spinge verso l'alto i prezzi. La Banca centrale europea potrebbe dover intervenire sui tassi di interesse per contrastare l'inflazione, ma con cautela per non aggravare il rallentamento.
Di fronte a questo quadro, il Fondo monetario internazionale consiglia scelte precise. Gli aiuti pubblici per calmierare i prezzi dell'energia devono essere mirati alle famiglie e alle imprese più vulnerabili, con una data di scadenza chiara. Interventi generalizzati, come quelli visti in passato, rischiano di essere costosi e di ritardare l'adattamento necessario del sistema economico.
Kammer invita l'Europa a rafforzare la propria resilienza. Tra le misure utili ci sono una maggiore integrazione del mercato energetico unico, investimenti in efficienza e fonti rinnovabili, e riforme strutturali per sostenere la produttività e la crescita a medio termine. Solo così il continente potrà affrontare shock ripetuti senza perdere slancio. |
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17-04-2026
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