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"Usa non possono negarci diritto al nucleare"

Teheran respinge le richieste americane e richiude lo Stretto di Hormuz. Passo indietro di Vance sul Papa e lo ringrazia: "Ha detto di non voler discutere con Trump"

Da Teheran arriva una risposta netta alle pressioni americane sul programma nucleare iraniano. Le autorità iraniane hanno ribadito che gli Stati Uniti non possono negare all’Iran il diritto di sviluppare energia nucleare a scopi civili. Allo stesso tempo, Teheran ha deciso di richiudere lo stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più importanti al mondo per il trasporto di petrolio.

La mossa arriva dopo una breve riapertura del passaggio, decisa nelle ore precedenti. Secondo fonti ufficiali iraniane, la chiusura è una reazione diretta al blocco navale imposto dagli Stati Uniti sui porti iraniani. Lo stretto di Hormuz collega il Golfo Persico con l’Oceano Indiano e rappresenta una via cruciale per l’export di greggio da diversi paesi del Medio Oriente. Una sua interruzione prolungata rischia di far salire ulteriormente i prezzi del petrolio sui mercati internazionali.

Da Washington, il presidente Donald Trump ha seguito con attenzione gli sviluppi, convocando i suoi consiglieri per valutare la situazione. Le tensioni tra i due paesi restano alte, mentre proseguono i tentativi di arrivare a un accordo per mettere fine al conflitto in corso nella regione.

Nel frattempo, il vicepresidente americano JD Vance ha corretto il tiro su una dichiarazione precedente riguardante il Papa. In un intervento pubblico, Vance ha ammesso che “la realtà è spesso più complessa” di quanto possa apparire a prima vista. La frase sembra indicare un passo indietro rispetto a posizioni più rigide espresse in passato su questioni legate alla Chiesa cattolica o alle sue posizioni internazionali.

Fonti della stampa estera, tra cui agenzie europee e medio-orientali, descrivono queste ore come un momento delicato nei rapporti tra Iran e Stati Uniti. Da un lato Teheran difende il proprio programma nucleare come un diritto sovrano, dall’altro la Casa Bianca insiste perché non si arrivi a livelli di arricchimento dell’uranio che possano destare preoccupazioni per la sicurezza globale.

Lo stretto di Hormuz resta al centro del confronto: la sua chiusura, anche temporanea, colpisce il commercio energetico mondiale e aggiunge pressione su tutti i protagonisti coinvolti. Per ora non ci sono segnali di un’immediata escalation militare, ma le parole di entrambe le parti indicano che la strada verso un’intesa stabile è ancora lunga e piena di ostacoli.
19-04-2026


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