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Via libera al prestito Ue da 90 miliardi all'Ucraina

Di questi fondi, una parte importante servirà a sostenere il bilancio pubblico del paese, mentre un’altra quota sarà destinata al rafforzamento delle capacità di difesa. Zelensky: “Lo sblocco degli aiuti è il segnale giusto”

Bruxelles ha dato il via libera definitivo al prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. Gli ambasciatori dei paesi dell’Unione Europea hanno sbloccato oggi il pacchetto di aiuti finanziari destinato a Kiev per il 2026 e il 2027, dopo mesi di blocco legati alle posizioni dell’Ungheria. 

Il prestito, già approvato in linea di principio dai leader europei a dicembre 2025 e poi dal Parlamento europeo a febbraio, rappresenta circa due terzi delle necessità finanziarie stimate per l’Ucraina nei prossimi due anni. Di questi fondi, una parte importante servirà a sostenere il bilancio pubblico del paese, mentre un’altra quota sarà destinata al rafforzamento delle capacità di difesa, inclusi investimenti nell’industria militare.

L’Unione raccoglierà i 90 miliardi sui mercati finanziari internazionali, con la garanzia del bilancio comune europeo. L’Ucraina non dovrà pagare gli interessi, che saranno coperti da Bruxelles, e il rimborso del capitale sarà previsto solo nel momento in cui Kiev riceverà eventuali riparazioni di guerra dalla Russia. 

Il via libera arriva in un momento delicato per l’Ucraina, che deve far fronte alle spese correnti e alle esigenze legate al conflitto con la Russia, ormai entrato nel quinto anno. Fonti europee indicano che la prima tranche di denaro potrebbe arrivare a Kiev tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. 

La decisione è stata possibile dopo che Budapest ha tolto il suo veto, in seguito a sviluppi legati al transito di petrolio russo attraverso il territorio ucraino e al risultato delle recenti elezioni in Ungheria. Diversi paesi membri, tra cui la presidenza cipriota del Consiglio Ue, hanno lavorato per superare le ultime resistenze e garantire continuità negli aiuti. 

Da parte ucraina, il prestito è visto come un segnale concreto di sostegno da parte dell’Europa, soprattutto in un contesto in cui gli aiuti americani potrebbero subire variazioni. Per l’Unione Europea si tratta di un passo importante per mantenere la stabilità finanziaria di un paese partner che resiste all’aggressione russa, senza gravare eccessivamente sui contribuenti europei nel breve termine. 
22-04-2026


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