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"Acquisire gli ultimi 5 mesi sul telefonino della figlia Alice"
La procura di Larino dispone accertamenti irripetibili sul caso di Antonella e Sara, le due donne morte per avvelenamento a Pietracatella nell'ambito del fascicolo aperto contro i cinque medici indagati
La procura di Larino ha disposto nuovi accertamenti irripetibili sul telefono cellulare di Alice Di Vita, la figlia maggiore della famiglia colpita dalla tragedia di Pietracatella. Si tratta di un passo investigativo mirato a esaminare i dati degli ultimi cinque mesi presenti sul dispositivo, in particolare chat, messaggi e altre comunicazioni tra Alice, i suoi genitori e la sorella minore Sara.
Antonella Di Ielsi, di 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, di 15 anni, sono morte tra il 27 e il 28 dicembre 2025 dopo un malore improvviso nella loro casa di Pietracatella, in provincia di Campobasso. Inizialmente gli inquirenti avevano pensato a un’intossicazione alimentare legata ai pasti consumati in quei giorni. Successivamente, però, le analisi tossicologiche hanno rilevato nel sangue delle due donne tracce di ricina, una sostanza altamente velenosa.
Di fronte a questi risultati, la procura ha aperto un fascicolo per duplice omicidio premeditato contro ignoti. Allo stesso tempo resta aperto il procedimento che vede cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso indagati per omicidio colposo, in relazione al modo in cui furono gestite le prime fasi del ricovero. I due filoni sono ora unificati sotto la stessa procura.
Alice Di Vita, che oggi ha 19 anni, non risulta indagata. Ha consegnato volontariamente il suo telefono agli investigatori. L’esame dei dati, che sarà eseguito da un laboratorio digitale specializzato, dovrà essere completato entro sessanta giorni, salvo eventuali proroghe. Gli inquirenti cercano elementi utili a ricostruire i rapporti familiari e le eventuali conversazioni avvenute nei mesi precedenti e successivi alla morte di madre e sorella.
Nel piccolo comune di Pietracatella, di poco più di mille abitanti, la vicenda ha profondamente scosso la comunità. Al momento non ci sono altre persone iscritte nel registro degli indagati per l’ipotesi di omicidio. Le indagini proseguono in più direzioni, con l’obiettivo di chiarire come la ricina sia entrata in casa e chi possa averla somministrata. |
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23-04-2026
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