Garlasco, convocati Marco Poggi e le gemelle Cappa
Oltre a Sempio, indagato per il delitto di Chiara Poggi, saranno interrogati dai magistrati della Procura di Pavia anche il fratello di Chiara e le cugine sentiti come persone informate sui fatti
Le indagini sul delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua casa di Garlasco, registrano un nuovo passo. I magistrati della Procura di Pavia hanno convocato per interrogatorio Marco Poggi, fratello della vittima, insieme alle cugine gemelle Paola e Stefania Cappa. Gli ascolti si svolgeranno in forma incrociata, probabilmente a Venezia, per verificare versioni e possibili anomalie emerse nel corso delle nuove verifiche.
Chiara aveva 26 anni quando fu trovata senza vita nella villetta di via Pascoli. Il caso si è chiuso con la condanna di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della ragazza, ma da qualche tempo la procura ha riaperto il fascicolo. Al centro delle attenzioni c’è ora Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, sul quale sono in corso approfondimenti genetici, in particolare sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara.
Marco Poggi, che all’epoca dei fatti aveva 19 anni, ha sempre sostenuto di trovarsi in vacanza in Trentino con i genitori al momento dell’omicidio. La sua posizione non è mai stata al centro delle indagini principali, ma ora i pm vogliono confrontare i suoi ricordi con altri elementi emersi di recente. L’obiettivo è chiarire eventuali discrepanze sugli alibi e sui rapporti tra i giovani del gruppo di amici.
Le gemelle Cappa, figlie di una sorella del padre di Chiara, erano già state sentite nei mesi successivi al delitto. Paola e Stefania, allora ventenni, non sono mai state indagate. Negli ultimi tempi sono tornate sotto i riflettori per alcune dichiarazioni del passato, messaggi e vocali circolati in ambienti vicini al caso. Tra questi, ci sono sms e conversazioni che i magistrati stanno esaminando con attenzione.
I pm hanno disposto anche il prelievo del Dna delle due sorelle, insieme a quello di altre persone vicine alla famiglia o alla cerchia di amici, per confrontarlo con tracce biologiche repertate sulla scena del crimine o su oggetti ritrovati di recente. Si tratta di un’operazione tecnica per escludere o confermare presenze, non di un’accusa nei loro confronti.
Le famiglie coinvolte vivono questo nuovo capitolo con tensione. I genitori di Chiara hanno sempre ribadito la loro convinzione sulla colpevolezza di Stasi. La famiglia Cappa ha più volte manifestato fastidio per le ricostruzioni mediatiche che hanno coinvolto le due gemelle. Intanto, l’inchiesta procede con perizie e verifiche che potrebbero durare ancora mesi. |