"Usa-Cina concordano: no pedaggi a Hormuz"
Trump: "Con l'Iran vedremo che succede, ma faremo un buon accordo". E attacca i media: "Chi dice che sta vincendo è un traditore". Crosetto: nessuna missione nello Stretto di Hormuz senza vera tregua
Washington e Pechino si trovano d’accordo su un punto chiave nella crisi dello Stretto di Hormuz: nessun Paese deve imporre pedaggi per il passaggio delle navi in questa via d’acqua strategica. L’intesa emerge mentre proseguono le tensioni legate al conflitto con l’Iran e i tentativi di garantire la libera navigazione.
Secondo fonti internazionali, gli Stati Uniti hanno più volte avvertito le compagnie di navigazione sui rischi di sanzioni se pagassero tariffe all’Iran per transitare nello stretto. La Cina, grande importatrice di petrolio che passa proprio da Hormuz, condivide la linea del rifiuto ai pedaggi, difendendo al tempo stesso i propri accordi energetici con Teheran.
Intanto il presidente americano Donald Trump ha commentato la situazione con l’Iran in modo diretto: «Con l’Iran vedremo che succede, ma faremo un buon accordo». Trump ha ribadito l’intenzione di raggiungere un’intesa, pur mantenendo una posizione ferma sul blocco navale e sulla necessità di riaprire pienamente lo stretto senza ricatti. Il leader statunitense ha anche attaccato duramente alcuni media e voci critiche: «Chi dice che sta vincendo è un traditore». Queste dichiarazioni arrivano in un momento delicato dei negoziati, con Trump che alterna minacce e aperture diplomatiche.
L’Italia, tramite il ministro della Difesa Guido Crosetto, mantiene una linea prudente. Crosetto ha chiarito che nessuna missione nello Stretto di Hormuz partirà senza una vera tregua consolidata, una cornice giuridica chiara e l’autorizzazione del Parlamento. «Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso a Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa», ha sottolineato il ministro. L’Europa sarebbe disposta a fare la sua parte, ma solo in un contesto di stabilità e non in un teatro di conflitto attivo. |