Meloni: “Porte aperte alle opposizioni”
Così la leader al "premier question time" in Senato. "Entro l'estate ok alla delega per la ripresa del nucleare in Italia". E rivendica: "Abbiamo fatto un buon lavoro"
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato oggi al premier question time al Senato, rispondendo alle interrogazioni di maggioranza e opposizione. Nel corso dell’intervento ha ribadito la disponibilità al confronto: «Le porte sono aperte alle opposizioni», ha detto, specificando però che l’apertura vale «per chiunque abbia voglia di mettere da parte l’interesse di partito per l’interesse nazionale».
Meloni ha aggiunto: «Quando finora abbiamo provato a fare delle proposte di questo tipo le risposte dalla stragrande maggioranza dei partiti di opposizione non è stata di disponibilità. Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte sarebbero ancora aperte».
Uno degli annunci più importanti riguarda l’energia. La premier ha confermato che entro l’estate sarà approvata la legge delega per la ripresa della produzione nucleare in Italia: «Approfitto per dire che entro l’estate sarà adottata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi e completato il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia».
Meloni ha rivendicato i risultati del governo su più fronti. Rispondendo su Pnrr e risultati economici ha dichiarato: «Direi che abbiamo fatto un buon lavoro». Ha ricordato che l’Italia ha incassato 153 miliardi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (più 24 miliardi di strumenti finanziari) e che a marzo è stato speso il 76% dei fondi. Sul fronte del lavoro ha sottolineato: «Sotto questo governo i precari sono diminuiti di 550mila unità rispetto ai governi precedenti, e gli occupati stabili sono aumentati di 1,2 milioni in tre anni e mezzo». Ha poi aggiunto che il governo ha disincentivato la precarietà, con particolare attenzione al Mezzogiorno.
Sul salario minimo ha espresso cautela: «Dove è stato applicato il salario minimo, rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più». Ha comunque riconosciuto che gli stipendi restano bassi e che il governo continuerà a lavorare su salari, potere d’acquisto, assunzioni e sostegno alle famiglie. |