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Dall'Iran, Pezeshkian scrive a Papa Leone XIV
"Le nazioni contrastino le richieste degli Usa". Così il presidente iraniano. Intanto la Cnn è sicura: "Trump vicino a riprendere gli attacchi contro gli iraniani"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha inviato una lettera a Papa Leone XIV in cui invita le nazioni del mondo a opporsi alle richieste degli Stati Uniti, considerate illegali. Nel messaggio, riportato dall'agenzia Mehr, Pezeshkian difende le posizioni del Pontefice, definendole morali, logiche e giuste, soprattutto riguardo al conflitto in corso.
Nella lettera, il leader iraniano ricorda le conseguenze dell'aggressione israelo-americana, che secondo Teheran ha causato numerose vittime, tra cui l'Ayatollah Khamenei e altre figure importanti, oltre a gravi danni a infrastrutture civili come scuole, ospedali e luoghi di culto. Pezeshkian parla di crimini di guerra e cita testi sacri, sia coranici che biblici, per condannare l'arroganza e l'uso della forza.
Il presidente iraniano sottolinea che l'Iran ha convissuto pacificamente con diverse comunità religiose per secoli e non ha mai minacciato i vicini. Tuttavia, gli attacchi partiti da basi statunitensi nella regione del Golfo hanno spinto l'Iran a rispondere per legittima difesa. Riguardo allo Stretto di Hormuz, Pezeshkian spiega che l'insicurezza attuale deriva dagli attacchi e dal blocco navale, e che il transito normale riprenderà solo quando queste minacce cesseranno.
Nel messaggio si ribadisce l'impegno di Teheran per la via diplomatica e i colloqui mediati dal Pakistan, nonostante le accuse di tradimenti da parte americana. Pezeshkian conclude invitando la comunità internazionale a una risposta equa e realistica, basata sul diritto internazionale e sui valori umani.
Intanto, secondo fonti riportate dalla CNN, il presidente americano Donald Trump sta valutando seriamente la possibilità di riprendere gli attacchi militari contro l'Iran. Trump ha incontrato il suo team di sicurezza nazionale e i vertici militari per discutere le prossime mosse, frustrato dai progressi dei negoziati. L'amministrazione preferirebbe una soluzione diplomatica, ma non esclude un ritorno a operazioni di maggiore intensità se non si raggiungerà un accordo soddisfacente.
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16-05-2026
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