Internazionali, alle 17 la finale Sinner-Ruud
Il numero uno del mondo cerca il primo titolo a Roma, 50 anni dopo l'ultimo trionfo di un italiano quando vinse Adriano Panatta. Nel doppio, finale anche per Bolelli/Vavassori. Annunciato al Foro pure il presidente Mattarella
Ultimo atto oggi degli Internazionali BNL d'Italia. Sul Campo Centrale, con l'annunciata presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sfida tra il numero uno del mondo Jannik Sinner e il danese Casper Ruud, n. 25 della classifica ATP. L'azzurro arriva alla finale da grande favorito, con un head-to-head nettamente a suo favore (4-0) e una vittoria schiacciante contro Ruud proprio qui a Roma l’anno scorso (6-0 6-1).
Sinner ha dominato il torneo senza perdere un set fino alle semifinali. Dopo il bye al primo turno, ha iniziato superando Sebastian Ofner nel secondo turno con un netto 6-3 6-4. Nel terzo turno ha battuto Alexei Popyrin 6-2 6-0, confermando la sua forma eccellente sulla terra rossa di casa. Negli ottavi ha eliminato Andrea Pellegrino (qualificato) per 6-2 6-3. Nei quarti ha affrontato Andrey Rublev, vincendo 6-2 6-4 con una prestazione solida e completa che ha entusiasmato il pubblico del Foro Italico. In semifinale, contro Daniil Medvedev, ha mostrato grinta e qualità anche in un match più complicato, chiuso con il punteggio di 6-2 5-7 6-4 (dopo interruzione per pioggia). Sinner ha così raggiunto la finale puntando al suo primo titolo a Roma.
Casper Ruud, invece, ha dovuto faticare di più ma ha mostrato grande solidità, soprattutto nei momenti decisivi. Il norvegese ha iniziato dal secondo turno anche lui battendo Zachary Svajda 6-1 6-3. Nel terzo turno ha eliminato Jiri Lehecka 6-3 6-4. Negli ottavi ha sconfitto Lorenzo Musetti 6-3 6-1. Ne i quarti ha superato Karen Khachanov in un match interrotto dalla pioggia, vincendo 6-1 1-6 6-2. In semifinale ha dominato Luciano Darderi (che aveva eliminato Zverev) con un netto 6-1 6-1, raggiungendo così la sua prima finale a Roma. Ruud ha dimostrato di essere molto a suo agio sulla terra, superficie che gli ha già regalato ottimi risultati in passato.
Entrambi i giocatori arrivano in finale con fiducia. Sinner poi cerca il titolo che manca nella sua bacheca casalinga e il sesto Masters 1000 consecutivo. Sulla terra rossa del Foro Italico, però, la partita presenta chiavi tattiche precise che entrambi dovranno gestire. Ruud è uno dei migliori interpreti della terra tra i giocatori della sua generazione. Il suo dritto pesante con topspin è l’arma principale: genera molta rotazione e spinge l’avversario lontano dalla riga di fondo. È molto solido negli scambi lunghi, ha buona pazienza e sa costruire i punti mattone dopo mattone.
Il norvegese si muove bene sul rosso, scivola con equilibrio e usa il ritmo lento della terra per far lavorare di più l’avversario. In questa edizione ha dimostrato di essere in buona forma, arrivando in finale per la prima volta a Roma con solidità. Sinner è superiore in quasi tutti i fondamentali. Il suo servizio è più potente e preciso, gli permette di partire con il piede giusto nei game di battuta. Il rovescio è piatto, rapido e penetrante: sulla terra riesce a prenderlo presto e a neutralizzare il topspin di Ruud con grande efficacia.
Jannik inoltre ha migliorato tantissimo la capacità di prendere la palla in anticipo, togliendo tempo all’avversario. Questo è letale contro uno come Ruud, che ama avere il tempo di caricare il dritto. Sinner è anche più esplosivo in difesa e riesce a trasformare una palla difensiva in un colpo vincente con maggiore frequenza. Sinner ha mostrato qualche segno di fatica nella semifinale contro Medvedev, ma resta il giocatore più completo. Ruud sa di avere poco da perdere e parlerà di “vendetta” per la batosta dell’anno scorso: questo può dargli una spinta mentale non indifferente.
Sarà una finale affascinante tra lo specialista della terra e il numero uno più completo del circuito. E il Centrale del Foro Italico dalle 17 sarà pronto a spingere forte per il suo campione. Prima però, spazio ad altre due finali. Alle 12 infati, sul Centrale, ultimo atto del doppio femminile: in campo Cristina Bucsa e Nicole Melichar-Martinez contro la coppia formata da Mirra Andreeva e Diana Shnaider.
A seguire, non prima delle 14, Simone Bolelli e Andrea Vavassori giocheranno la loro prima finale in assoluto nel torneo di casa. Gli azzurri, testa di serie numero 7, affronteranno la coppia formata dallo spagnolo Marcel Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos, secondi favoriti del tabellone. Bolelli e Vavassori hanno conquistato il pass per l’atto conclusivo battendo in semifinale la coppia americana Christian Harrison e Neal Skupski. È stata una partita intensa, durata oltre due ore, in cui gli italiani hanno mostrato grande carattere, salvando set point e alzando il livello proprio nei momenti decisivi. Per la coppia azzurra si tratta di un risultato storico: sono la prima squadra italiana a raggiungere la finale del doppio maschile a Roma nell’era Open.
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