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L’Europa di fronte al nuovo shock energetico

Previsioni di Primavera dell'Unione Europea, Dombrovskis avverte: “Perturbazione grave e duratura delle forniture energetiche” a causa del conflitto in Medio Oriente. Rischi di crescita più debole e inflazione più alta

La Commissione europea ha reso note le sue previsioni economiche di primavera, in un contesto internazionale sempre più complesso. Valdis Dombrovskis, commissario all’Economia, ha presentato i dati aggiornati sottolineando come il conflitto in Medio Oriente stia creando un nuovo shock energetico con conseguenze potenzialmente significative per l’intera Unione.

Dombrovskis ha descritto la situazione come una “perturbazione grave e duratura delle forniture energetiche”. Il conflitto, in particolare con le tensioni legate all’Iran e alla chiusura parziale o minacciata dello Stretto di Hormuz, ha interrotto flussi importanti di petrolio e gas. Questo ha spinto al rialzo i prezzi delle materie prime energetiche, invertendo la tendenza al ribasso osservata nei mesi precedenti e aggiungendo nuova pressione sull’economia europea.

Secondo le stime riviste, la crescita del PIL nell’Unione Europea viene corretta al ribasso. Dopo una performance moderata nel 2025, le proiezioni per il 2026 mostrano un rallentamento più marcato del previsto, con rischi concreti di stagflazione: ovvero una combinazione di crescita debole e inflazione persistente alimentata dai costi energetici più alti. Anche se le interruzioni alle forniture dovessero rivelarsi temporanee, l’impatto potrebbe comunque ridurre la crescita di alcuni decimi di punto percentuale e far salire l’inflazione fino a un punto in più rispetto alle stime autunnali.

Questa nuova fase di incertezza arriva dopo anni già difficili. L’Europa aveva iniziato a riprendersi dagli effetti della guerra in Ucraina, diversificando le fonti di approvvigionamento energetico e riducendo la dipendenza dal gas russo. Tuttavia, la rinnovata instabilità nel Medio Oriente mette a nudo le vulnerabilità residue. Molti paesi membri, soprattutto quelli più dipendenti dalle importazioni, rischiano di vedere aumentare le bollette per famiglie e imprese, con possibili ripercussioni su consumi, investimenti e produzione industriale.

Il commissario ha invitato tutti gli Stati membri a monitorare attentamente l’evoluzione della crisi. Un prolungamento del conflitto o una sua estensione potrebbe amplificare gli effetti negativi, riducendo la fiducia di consumatori e investitori e frenando la ripresa. Allo stesso tempo, Dombrovskis ha ricordato l’importanza di continuare sulla strada della diversificazione energetica, degli investimenti nelle rinnovabili e del rafforzamento della resilienza economica dell’Unione.

Sul fronte positivo, l’Europa mantiene una certa solidità: la disoccupazione resta contenuta e il mercato del lavoro continua a creare posti, anche se a ritmi più lenti. La Commissione sottolinea però la necessità di agire con prudenza sulle politiche di bilancio e di competitività, per evitare che lo shock esterno si trasformi in un problema strutturale di lungo periodo.
21-05-2026


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