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Rientrate le salme dei sub italiani morti alle Maldive
Sono di Monica Montefalcone e la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Federico Gualtieri e Gianluca Benedetti. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti
Oggi sono arrivate all’aeroporto di Milano Malpensa le salme di quattro sub italiani deceduti lo scorso 14 maggio durante un’immersione nelle acque delle Maldive. Il volo Turkish Airlines ha toccato terra intorno alle 13, come previsto.
Le vittime sono Monica Montefalcone, docente di ecologia marina all’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, giovane laureato nello stesso ateneo. Il quinto sub, l’istruttore Gianluca Benedetti, era stato recuperato nei giorni precedenti.
Il gruppo si trovava a bordo della barca da crociera Duke of York per un’immersione esplorativa nell’atollo di Vaavu. I subacquei si sono addentrati in un sistema di grotte subacquee a circa 60 metri di profondità. Secondo le prime ricostruzioni, un errore umano li avrebbe portati in un cunicolo senza uscita, dove sono rimasti intrappolati a causa della scarsa visibilità, delle correnti e della conformazione della grotta.
Le operazioni di recupero sono state complesse e hanno coinvolto sub esperti finlandesi, le forze maldiviane e altri specialisti internazionali. Purtroppo, durante le ricerche è morto anche un sommozzatore maldiviano delle forze di difesa nazionali.
Le salme, una volta arrivate in Italia, saranno sottoposte ad autopsia nei prossimi giorni. Gli esami, disposti dalla Procura di Roma, serviranno a chiarire con precisione le cause della tragedia. In particolare, l’autopsia sul corpo di Gianluca Benedetti è già stata programmata a Gallarate, struttura di riferimento per l’aeroporto di Malpensa.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. L’inchiesta, coordinata dalla pm Lucia Lotti, punta a ricostruire la dinamica dell’incidente, l’organizzazione dell’immersione e i possibili profili di responsabilità. Tra gli elementi al vaglio ci sono la pianificazione della discesa oltre i limiti ricreativi consentiti (30 metri), l’attrezzatura utilizzata, le miscele respiratorie e le modalità di esplorazione della grotta non mappata. Saranno analizzati anche i filmati delle GoPro recuperate e i dispositivi elettronici delle vittime.
Gli accertamenti si svolgono in coordinamento con le autorità maldiviane, che stanno verificando il rispetto dei permessi e hanno sospeso la licenza della barca Duke of York. Materiali e testimonianze raccolti a Genova, tra cui quelle del professor Stefano Vanin che si trovava a bordo, sono stati trasmessi alla Procura capitolina.
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23-05-2026
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