Usa-Iran, i Pasdaran frenano su un accordo
Trump annuncia un'intesa vicina e “largamente negoziata” con dettagli finali che saranno resi noti a breve. Ma dalla parte iraniana arrivano segnali di cautela e netti distinguo
Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che un accordo di pace con l’Iran è ormai “largamente negoziato” e che i dettagli finali saranno resi noti a breve. Secondo le sue parole, l’intesa prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz, un passaggio vitale per il trasporto di petrolio e gas che negli ultimi mesi è stato al centro di forti tensioni.
Trump ha parlato dopo contatti con vari leader mediorientali, tra cui quelli di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Pakistan. Ha sottolineato che l’accordo porterebbe alla fine delle ostilità e al ripristino del traffico marittimo nello stretto, con possibili sblocchi parziali di beni iraniani congelati all’estero. Per la Casa Bianca si tratterebbe di un passo importante verso la stabilità nella regione.
Tuttavia, dalla parte iraniana arrivano segnali di cautela e netti distinguo. I Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione Islamica, hanno ribadito con fermezza che lo Stretto di Hormuz resta sotto il controllo di Teheran. Fonti vicine alle autorità iraniane hanno precisato che, anche in caso di possibile intesa, la gestione del passaggio strategico non cambierebbe e che non ci sono impegni immediati sul programma nucleare.
L’Iran ha più volte affermato che il nucleare potrà essere discusso in una fase successiva e separata, senza rinunce immediate alle proprie attività di arricchimento. Nel frattempo, le forze iraniane continuano a imporre un regime di coordinamento per le navi che transitano nello stretto, mantenendo una forte presenza militare nella zona.
Le trattative, mediate anche dal Pakistan, proseguono in un clima fragile. Da un lato Washington spinge per una rapida normalizzazione del traffico marittimo e per garanzie sul nucleare, dall’altro Teheran difende la propria sovranità sullo stretto e chiede la fine del blocco navale imposto dagli Stati Uniti. Al momento non esiste ancora un testo definitivo condiviso. Le dichiarazioni contrastanti tra Trump e le autorità iraniane mostrano che, nonostante i progressi annunciati, i punti di disaccordo restano significativi.
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