|
|
L’ultimo Matisse in mostra a Roma
Al Museo Storico della Fanteria una grande esposizione, allestita fino al 28 giugno, ripercorre gli anni finali del maestro francese, quando le forbici sostituirono il pennello e il colore divenne forma pura...
“Ciò che mi interessa di più non è la natura morta né il paesaggio, ma la figura. È lei che mi permette di esprimere al meglio il sentimento, quasi religioso, che provo per la vita”. Firmato Henri Matisse (1869-1954), uno dei padri dell’arte moderna, del quale Roma celebra l’incredibile “seconda vita” con la mostra “L’ultimo Matisse: morfologie di carta”, fino al 28 giugno nella cornice del Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano. Prodotto da Navigare S.r.l., con la curatela di Vittoria Mainoldi, il percorso espositivo si sviluppa in oltre cento opere da collezioni private.
La rassegna pone l’attenzione sulla fase finale e più intensa della produzione del pittore, grafico, disegnatore e scultore francese (nome completo: Henri Émile Benoît Matisse); un periodo di sfavillante creatività in cui l’artista nato a Le Cateau-Cambrésis nonostante la fragilità fisica (fu costretto da un tumore alla mobilità ridotta ma, come riconobbe lui stesso: “Ho deciso di custodire dentro di me tormenti e inquietudini per poter trasmettere solamente la bellezza del mondo e la gioia di dipingere”, riuscendo a “disegnare nel colore”. Una ricerca che finì per sovvertire i codici della rappresentazione visiva.
“La propensione predominante del colore deve essere quella di servire al meglio l’espressione. Io non applico le mie tonalità per partito preso. La proprietà dei colori mi s’impone in maniera puramente istintiva”, affermava Matisse. Che sostituì il pennello con le forbici e la tela con il dinamismo della carta. Come spiegò ancora l’artista: “Per quanto mi riguarda, cerco semplicemente di applicare dei colori che esprimano le mie emozioni”. L’esposizione si articola in quattro sezioni tematiche che ripercorrono questa metamorfosi espressiva del maestro transalpino, a cominciare dagli anni ’40 del Novecento, dopo il commiato dall’avanguardia fauvista di inizio secolo, ovvero il primo movimento espressionista europeo, e le successive esperienze artistiche.
La prima sezione, Verve, dedicata alla rivista d’arte diretta da Tériade, indaga il sodalizio tra Matisse e l’editoria d'avanguardia (“ricostruire il mercato dell’arte e diffondere il messaggio delle avanguardie era anche un modo per promuovere ideali che avrebbero potuto contribuire a formare una società più consapevole”, riporta la scheda). Qui in mostra ci sono 44 litografie a colori e disegni in bianco e nero.
“Libri d’artista e libri illustrati” è il titolo della seconda sezione espositiva, in cui il disegno dialoga, in modo incessante, con la letteratura. Questo nucleo espositivo comprende 24 disegni su carta velina in tiratura unica limitata, realizzati da Matisse per il saggio poetico “Une fête en Cimmérie” di Georges Duthuit, e per il romanzo epistolare “Lettres Portugaises”. Così il maestro francese: “Il mio disegno al tratto è la trasposizione diretta e più pura della mia emozione”.
Il cuore dell’innovazione tecnica di Matisse emerge nella serie Jazz, protagonista della terza sezione. Sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, in sedia a rotelle nel suo rifugio di Vence nel Sud della Francia, tra il 1943 e il 1944 Matisse realizza le 20 tavole litografiche del volume “Jazz”. Un libro, questo, che rappresenta una delle opere chiave nella carriera dell’artista, segnando il passaggio definitivo dalla pittura alla tecnica dei “papiers découpés”; quest’ultima è una tecnica che consiste nel ritagliare direttamente il colore per poi applicare le forme ottenute su tela.
L’esposizione “L’ultimo Matisse” a Roma si conclude con le 25 litografie della sezione “Il disegno”. È bene sottolineare che il disegno rappresenta, per l’indimenticato artista, un’opera compiuta e lo accompagna per tutta la vita, come pratica centrale e autonoma. Non si tratta dunque di una mera fase preparatoria, bensì di uno strumento per osservare e definire le forme. Nell’arte di Matisse, la sintesi tra disegno e colore raggiunge così l’espressione più compiuta e inimitabile.
L’ULTIMO MATISSE: MORFOLOGIE DI CARTA Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7, Roma Orari: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19.30; sabato, domenica e festivi dalle 9.30 alle 20.30 (ultimo ingresso trenta minuti prima della chiusura) Biglietti: Euro 15 intero (weekend e festivi), Euro 13 intero (feriali), Euro 17 (include ingresso salta la fila), Euro 10 (ridotto per tutti i giorni) Info e prenotazioni: www.navigaresrl.com |
|
|
|
M.C. |
03-06-2026
|
|
|