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Ucciso un casco blu serbo nel sud del Libano

Hezbollah rifiuta l'accordo di cessate il fuoco: l'organizzazione considera essenziale il ritiro israeliano prima di accettare qualsiasi tregua parziale o duratura

Hezbollah ha rifiutato un nuovo piano per un cessate il fuoco con Israele, ribadendo che qualsiasi accordo deve prevedere il completo ritiro delle truppe israeliane dal territorio libanese meridionale. La posizione del gruppo arriva mentre continua la tensione al confine, segnata da violazioni e incidenti che coinvolgono anche le forze di pace dell’Onu.

Secondo fonti riportate da media internazionali come Al Jazeera e Reuters, Hezbollah considera essenziale il ritiro israeliano prima di accettare qualsiasi tregua parziale o duratura. Un alto esponente del movimento, citato dall’agenzia AFP, ha dichiarato che il gruppo non accetterà soluzioni incomplete e che Israele deve lasciare il sud del Libano per rispettare gli impegni precedenti, inclusi quelli dell’accordo del 2024 mediato dagli Stati Uniti. Israele, dal canto suo, insiste sul disarmo di Hezbollah e mantiene posizioni strategiche nella zona per ragioni di sicurezza.

In questo contesto di stallo, si registra un nuovo grave episodio che colpisce la missione Unifil. Un peacekeeper serbo è stato ucciso nel sud del Libano durante un attacco o uno scontro a fuoco. L’incidente ha coinvolto una pattuglia delle forze di pace dell’Onu e ha provocato condanne internazionali. Gli attacchi contro i caschi blu sono aumentati negli ultimi mesi, con diverse nazionalità coinvolte in perdite simili, come quelle indonesiane e francesi documentate da fonti Onu e BBC.

La missione Unifil, attiva da decenni per sorvegliare la Blue Line tra Libano e Israele, si trova in una situazione sempre più difficile. Il segretario generale dell’Onu ha più volte chiesto il rispetto della sicurezza dei peacekeeper e un’indagine sugli episodi violenti. Hezbollah e Israele si accusano reciprocamente di provocazioni, mentre i negoziati mediati da Washington procedono con fatica.

La popolazione libanese, soprattutto nel sud del Paese, continua a subire le conseguenze di questa instabilità, con migliaia di sfollati e un’economia già provata. Osservatori internazionali sottolineano che senza un accordo completo sul ritiro e sul controllo della zona di confine da parte dell’esercito libanese, il rischio di una nuova escalation rimane alto. Le parti sembrano ancora lontane da una soluzione condivisa.
04-06-2026


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