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Veto della Camera a Trump: “Ritiri truppe dall'Iran”
Il provvedimento ha ottenuto il sostegno di tutti i democratici presenti e di quattro repubblicani. Si tratta di un passo insolito in un Congresso controllato dal partito del presidente
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che chiede il ritiro delle truppe americane dal conflitto con l’Iran. Il voto rappresenta un segnale di opposizione al presidente Donald Trump e alla sua gestione delle operazioni militari iniziate a febbraio.
Con 215 voti a favore e 208 contrari, il provvedimento ha ottenuto il sostegno di tutti i democratici presenti e di quattro repubblicani. Si tratta di un passo insolito in un Congresso controllato dal partito del presidente. La risoluzione richiama la War Powers Resolution del 1973, che limita il potere del presidente di condurre azioni militari prolungate senza l’approvazione del Congresso. Il testo chiede di porre fine all’uso della forza contro l’Iran a meno di un’autorizzazione esplicita da parte del legislativo.
Molti osservatori considerano il voto in gran parte simbolico. La misura dovrà passare anche al Senato, dove i repubblicani hanno la maggioranza, e Trump ha già fatto capire che sarebbe pronto a opporre il veto. Nonostante questo, il risultato mostra crepe nel sostegno interno al presidente e una stanchezza crescente verso un conflitto che dura da mesi e ha avuto ripercussioni economiche, tra cui l’aumento dei prezzi del petrolio.
Nel frattempo, Trump ha mostrato aperture sul fronte diplomatico. In una recente intervista, il presidente ha dichiarato di essere disponibile a incontrare la guida suprema iraniana, l’ayatollah Mojtaba Khamenei, successore del padre Ali Khamenei. “Mi piacerebbe incontrarlo”, ha detto Trump, aggiungendo che un colloquio potrebbe avvenire in futuro a seconda di come evolveranno le cose. Le trattative indirette tra Washington e Teheran proseguono, con l’obiettivo di raggiungere un accordo che impedisca all’Iran di sviluppare armi nucleari.
La situazione resta fluida. Da una parte c’è la pressione del Congresso per limitare l’impegno militare americano, dall’altra la volontà del presidente di chiudere il capitolo con un’intesa che consideri vantaggiosa per gli Stati Uniti. Le prossime settimane diranno se prevarrà la linea del confronto o quella del negoziato. |
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04-06-2026
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