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Stragi di mafia del 1993, archiviazione per Dell'Utri e Berlusconi
La decisione del giudice sottolinea che, nonostante le ipotesi investigative avanzate in passato, non sono emersi riscontri concreti per procedere con l'accusa
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha deciso di archiviare le accuse rivolte a Marcello Dell'Utri nell'inchiesta sulle stragi di mafia compiute nel 1993. La stessa posizione riguardava anche Silvio Berlusconi, la cui indagine si era già chiusa in precedenza per la sua scomparsa.
Secondo quanto stabilito dal gip, mancano elementi concreti su contatti o rapporti diretti tra Cosa Nostra, Silvio Berlusconi e il suo stretto collaboratore Marcello Dell'Utri. Questa valutazione ha portato alla chiusura del procedimento, dopo anni di indagini che non hanno prodotto prove sufficienti per sostenere l'ipotesi di un loro coinvolgimento come mandanti occulti delle bombe.
Le stragi del 1993, avvenute tra Firenze, Milano e Roma, causarono morti e feriti e segnarono uno dei periodi più violenti della storia recente italiana. Le indagini su possibili mandanti esterni si sono protratte per decenni, con diverse piste esplorate e numerose archiviazioni precedenti. Questa rappresenta la sesta chiusura di questo tipo per lo stesso filone.
La decisione del giudice sottolinea che, nonostante le ipotesi investigative avanzate in passato, non sono emersi riscontri concreti per procedere con l'accusa. Dell'Utri, già coinvolto in altri processi legati alla mafia, vede così chiudersi anche questa indagine specifica sulle bombe del '93.
La notizia arriva dopo trent'anni dagli attentati e chiude un capitolo giudiziario lungo e complesso, senza arrivare a un processo per queste specifiche imputazioni. |
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04-06-2026
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