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La Bce alza i tassi di un quarto di punto al 2,25%

Si tratta della prima stretta monetaria da settembre 2023. Lagarde: "Più dura la guerra più aumentano i rischi". Riviste al ribasso le previsioni di crescita per l'Ue

La Banca centrale europea ha deciso di aumentare i tassi di interesse. Si tratta della prima stretta monetaria da settembre 2023. La mossa arriva in risposta allo shock causato dal prolungarsi della guerra in Iran, che ha fatto salire i prezzi dell'energia e spinto l'inflazione.

La presidente Christine Lagarde ha spiegato la scelta con chiarezza: più la guerra dura, più crescono i rischi per l'economia. Il conflitto ha creato incertezza, con prezzi del petrolio e del gas più alti del previsto. Questo effetto si sta allargando all'intera economia, rendendo necessario un intervento per evitare che l'inflazione diventi troppo forte e persistente.

La BCE ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l'area euro. Per il 2026 il Pil è ora atteso in aumento dello 0,8%, contro lo 0,9% stimato in precedenza. Le prospettive restano deboli anche per gli anni successivi a causa dell'impatto sui consumi, sugli investimenti e sulla fiducia delle imprese e delle famiglie.

Allo stesso tempo, l'inflazione è stata rivista verso l'alto. Per quest'anno la BCE prevede ora un tasso del 3%, superiore al 2,6% indicato nelle stime precedenti. L'obiettivo resta comunque riportare l'inflazione vicino al 2% nel medio termine.

L'aumento dei tassi renderà più cari i prestiti, dai mutui ai finanziamenti per le aziende. Questo serve a raffreddare la domanda e a contenere la spinta sui prezzi. Allo stesso tempo, però, chi ha risparmi o investimenti in titoli a rendimento variabile potrà beneficiare di tassi più alti.

La BCE ha sottolineato che seguirà con attenzione l'evoluzione della situazione in Medio Oriente. Le decisioni future dipenderanno dai dati reali su inflazione, crescita e durata del conflitto. Per ora l'intenzione è agire con prudenza, passo dopo passo, senza preannunciare mosse automatiche.
11-06-2026


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