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Usa e Iran, c'è l'accordo: venerdì la firma

L'esultanza di Trump, ma Teheran lo deride: «Abbiamo costretto gli Usa a firmare». Meloni: «Italia pronta a inviare navi per sminare Hormuz, serve l'ok del Parlamento»

Gli Stati Uniti e l'Iran hanno concluso un'intesa di principio per porre fine al conflitto che ha coinvolto il Medio Oriente negli ultimi mesi. Secondo quanto riferito da fonti internazionali, la firma formale dovrebbe avvenire venerdì in Svizzera. L'accordo prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, via cruciale per il trasporto di petrolio, e la fine del blocco navale americano ai porti iraniani.

Il presidente americano Donald Trump ha espresso grande soddisfazione per il risultato. Ha annunciato su Truth Social che l'intesa è completata e ha autorizzato la rimozione del blocco navale, sottolineando che lo stretto sarà accessibile a tutte le navi senza pedaggi. Trump ha descritto l'accordo come un passo storico per la stabilità regionale e ha escluso trasferimenti immediati di denaro all'Iran, legando eventuali ulteriori misure al rispetto degli impegni presi, in particolare sul programma nucleare.

Da parte iraniana, le autorità hanno parlato di vittoria diplomatica. Teheran sostiene di aver costretto Washington a sedersi al tavolo e a firmare un testo che tutela i propri interessi, inclusa la gestione dello stretto in coordinamento con altri attori regionali. Fonti vicine al governo iraniano hanno sottolineato che l'intesa rappresenta un riconoscimento della resistenza del Paese di fronte alle pressioni militari.

L'accordo arriva dopo settimane di tensioni elevate, con ripercussioni sull'economia globale tra cui l'aumento dei prezzi del petrolio e difficoltà per il commercio marittimo. La comunità internazionale segue con attenzione le prossime mosse: dopo la firma iniziale, sono previsti negoziati più approfonditi sul nucleare iraniano e sulla sicurezza regionale. Molti leader europei, tra cui quelli di Regno Unito, Francia, Germania e Italia, hanno accolto positivamente l'intesa come opportunità per stabilizzare l'area e abbassare i costi energetici.

Anche l'Italia si è detta pronta a contribuire. La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che il nostro Paese è disponibile a inviare unità navali per operazioni di sminamento e per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Questa partecipazione, però, richiederà l'approvazione del Parlamento, come previsto dalle regole costituzionali italiane. L'offerta si inserisce in un quadro difensivo e coordinato a livello internazionale, una volta cessate le ostilità.
15-06-2026

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