Import/export, saldo commerciale in aumento a +4,3 miliardi
Lo scrive l'Istat, facendo riferimento ai dati di aprile (era +2,4 miliardi nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-5.169 milioni) è superiore rispetto a un anno prima (-4.219 milioni)
Ad aprile 2026 le esportazioni italiane hanno registrato una diminuzione del 2,2% rispetto a marzo, più marcata rispetto al calo delle importazioni, che si sono ridotte dello 0,6%. Lo scrive l'Istat, secondo cui la flessione dell’export ha riguardato sia i paesi dell’Unione Europea (-2,1%) sia quelli extra Ue (-2,4%).
Guardando al trimestre febbraio-aprile, però, il quadro è positivo: rispetto ai tre mesi precedenti, l’export è cresciuto del 5,0% e l’import del 6,2%.
Su base annua, ad aprile le esportazioni hanno mostrato una buona performance, aumentando dell’8,8% in valore e del 3,5% in volume. La crescita è stata più forte verso i mercati extra Ue (+12,0%) rispetto a quelli europei (+5,9%). Anche le importazioni sono aumentate, con un +5,5% in valore e un +3,6% in volume, con dinamiche simili tra area Ue ed extra Ue.
Diversi settori hanno trainato la crescita delle vendite all’estero. Tra i più dinamici si segnalano i metalli di base e i prodotti in metallo (+32,9%), i prodotti petroliferi raffinati (+52,0%), i macchinari e apparecchi (+6,3%), le sostanze chimiche (+10,5%), gli autoveicoli (+16,1%) e gli apparecchi elettrici (+10,4%). L’unico settore in difficoltà è stato quello farmaceutico.
Sul fronte dei paesi di destinazione, i contributi più importanti alla crescita dell’export sono arrivati da Svizzera (+39,4%), Stati Uniti (+12,1%), Cina (+36,2%), Francia (+7,6%), paesi OPEC (+19,4%) e Germania (+5,0%). Sono invece diminuite le esportazioni verso Turchia (-20,5%) e Belgio (-13,0%).
Il saldo commerciale di aprile è risultato positivo per 4.293 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 2.448 milioni di aprile 2025. Il deficit energetico è aumentato (da -4.219 a -5.169 milioni), ma l’avanzo nei prodotti non energetici è salito notevolmente, passando da 6.667 a 9.462 milioni di euro.
I prezzi all’importazione sono cresciuti del 3,3% rispetto a marzo e del 4,6% su base annua, con un’accelerazione rispetto al mese precedente. L’aumento delle importazioni è dovuto soprattutto a maggiori acquisti di metalli e petrolio greggio.
Nei primi quattro mesi del 2026 l’export ha registrato una crescita tendenziale del 3,2%, superiore a quella dell’import (+1,4%). L’avanzo commerciale cumulato ha raggiunto i 15,2 miliardi di euro, contro gli 11,3 miliardi dello stesso periodo del 2025. La crescita dell’export nei primi mesi dell’anno è dovuta in buona parte all’aumento dei prezzi e a una diversa composizione dei prodotti esportati, mentre in volume l’incremento è stato più contenuto (+0,4%). |