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Gazzetta Ufficiale
Hormuz, petroliere iraniane varcano zona di blocco dopo due mesi

Intesa Usa-Iran, Al Arabiya English pubblica il memorandum in 14 punti. Teheran potrebbe esportare petrolio dopo la firma, ricevendo 300 miliardi di dollari da Washington

Per la prima volta in due mesi, alcune petroliere cariche di petrolio iraniano hanno attraversato la linea del blocco navale imposto dagli Stati Uniti nello stretto di Hormuz e nel golfo di Oman. Il sito di tracciamento marittimo TankerTrackers ha individuato le prime esportazioni di petrolio greggio iraniano in due mesi, citando dati di localizzazione satellitare, riporta Al Jazeera. Secondo quanto raccolto dalla stessa fonte, due grandi petroliere della compagnia statale iraniana Nitc, denominate Diona e Hero2, avrebbero già lasciato il perimetro del blocco trasportando insieme circa 3,8 milioni di barili di greggio, mentre una terza nave, la Sonia I, con a bordo un altro milione di barili, avrebbe superato la linea di blocco nella giornata di mercoledì.

Il movimento delle navi arriva proprio nei giorni in cui Washington e Teheran si preparano a firmare un memorandum d'intesa per porre fine al conflitto avviato il 28 febbraio scorso con gli attacchi militari di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Le due parti avevano annunciato domenica di aver raggiunto un'intesa di massima che prevede, tra le altre cose, la fine del blocco navale statunitense e la riapertura dello stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il trasporto mondiale di petrolio e gas. La firma formale del testo, secondo diverse fonti diplomatiche citate dai media internazionali, dovrebbe avvenire venerdì in un incontro diretto tra le delegazioni.

Il quotidiano panarabo Al Arabiya English afferma di essere entrato in possesso di una copia del testo, articolato in quattordici punti. Tra i contenuti riportati figurano l'impegno reciproco a porre fine immediatamente e permanentemente alle ostilità su tutti i fronti, compreso quello libanese, e il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale di entrambe le parti. Il documento prevede inoltre l'apertura di negoziati per arrivare a un accordo definitivo entro un massimo di sessanta giorni. Sul piano militare, gli Stati Uniti si impegnerebbero a revocare il blocco navale e a riportare il traffico marittimo alla piena capacità entro trenta giorni dalla firma, con volumi proporzionati a quelli precedenti il conflitto, oltre a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti entro trenta giorni dall'accordo finale. Sul fronte nucleare, secondo quanto riportato dal Times of Israel, l'intesa prevederebbe la conferma dell'impegno iraniano a non sviluppare né acquisire armi nucleari, insieme a colloqui dedicati a risolvere la questione dello stock di uranio arricchito già esistente e delle future attività di arricchimento.

Sugli aspetti economici dell'accordo, secondo una fonte con conoscenza diretta della vicenda citata da Reuters, l'intesa prevede la creazione di un fondo da 300 miliardi di dollari pensato per attrarre investimenti privati in Iran, di cui più della metà sarebbe già stata impegnata da aziende provenienti da Corea del Sud, Giappone, Singapore, Malesia e Stati Uniti. Va precisato che non si tratterebbe di fondi pubblici trasferiti direttamente da Washington a Teheran, ma di un veicolo di investimento privato, separato dal percorso negoziale sulla revoca delle sanzioni e sul rilascio dei beni iraniani congelati all'estero.
17-06-2026

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