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Raid incrociati tra Russia e Ucraina

Droni su Mosca, colpita anche una raffineria. Il sindaco Sobyanin: "I sistemi di difesa aerea hanno distrutto almeno 180 droni". Allarme aereo in diverse regioni ucraine

La tensione tra Ucraina e Russia resta altissima, con nuovi attacchi incrociati che si sono susseguiti nella notte. Si tratta del più grande attacco ucraino verso la capitale russa dall'inizio del conflitto, un'ondata di droni che ha messo sotto pressione le difese di Mosca.

Il ministero dei Trasporti russo ha annunciato la chiusura di tutti gli scali della capitale: gli aeroporti di Sheremetyevo, Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky non hanno più accettato né fatto partire voli, una misura necessaria per garantire la sicurezza dei volo. Secondo il canale Telegram Shot sarebbero stati cancellati o rinviati ben 527 voli negli scali moscoviti.

Il bersaglio principale è stato ancora una volta il settore energetico. Secondo il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin e diverse fonti di monitoraggio, decine di velivoli senza pilota hanno preso di mira la città, colpendo per la seconda volta in tre giorni la raffineria di petrolio MNPZ e provocando un grave incendio nell'impianto. Lo stesso Sobyanin ha riferito che le unità di difesa aerea russe hanno distrutto 52 droni diretti verso la capitale, anche se alcuni velivoli sono riusciti a raggiungere l'obiettivo.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l'operazione, scrivendo su X che oltre alla raffineria sono stati colpiti anche obiettivi nella regione di Rostov e nei territori ucraini temporaneamente occupati. Per Zelensky si tratta di "una risposta pienamente giustificata agli attacchi russi sulle nostre città e comunità, e un altro importante risultato del lavoro dei nostri guerrieri contro le strutture che sostengono la macchina da guerra della Russia". Il leader ucraino ha aggiunto che è arrivato il momento per Mosca di intraprendere passi concreti verso la diplomazia, perché la guerra deve finire.

Quasi in contemporanea, anche Kiev è stata colpita duramente. L'amministrazione militare della città e l'Aeronautica militare delle forze armate ucraine hanno dichiarato un allarme aereo nella capitale e in diverse regioni a causa della minaccia di un possibile utilizzo di armi balistiche da parte della Russia. Poco dopo, secondo fonti dell'agenzia France Presse presenti sul posto, a Kiev sono stati uditi il rumore di un missile e due esplosioni, mentre la popolazione si è precipitata verso i rifugi.

Gli attacchi arrivano in un momento politicamente delicato. La scorsa settimana si è svolto il vertice del G7 a Evian, dove il presidente americano Donald Trump ha sorpreso gli alleati dichiarando che la Russia dovrebbe arrivare a un accordo e minacciando il ripristino delle sanzioni economiche. Il Cremlino ha risposto duramente alle parole del presidente statunitense, accusando i leader del G7 di aver riempito Trump di "idee dannose" e di voler far continuare la guerra.

Nonostante l'asprezza dello scontro militare, sul piano diplomatico qualcosa si muove. Zelensky ha riferito di un buon incontro con il segretario generale della Nato Mark Rutte, durante il quale sono state discusse le misure da attuare insieme ai partner dopo il vertice del G7, con priorità al rafforzamento della difesa aerea ucraina e alle licenze americane per la produzione di sistemi anti-missile. Il leader ucraino ha inoltre raccontato di una telefonata di coordinamento con Trump e con il presidente francese Emmanuel Macron, definendola potenzialmente decisiva per i prossimi sviluppi del conflitto.
18-06-2026


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