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Agire
Regno Unito, il premier Starmer si dimette

Il primo ministro laburista ha comunicato il suo addio anticipato a Downing Street. Direttamente oggi il giuramento a Westminster del rivale di partito Andy Burnham

Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato in mattinata le proprie dimissioni da leader del Partito Laburista. L'annuncio è arrivato con una dichiarazione pronunciata fuori dalla sua residenza e ufficio a Downing Street, a Londra. 

Starmer ha ricordato i risultati ottenuti durante il suo mandato, ma ha riconosciuto che il suo partito si stava chiedendo se fosse ancora la persona giusta per guidarlo verso le prossime elezioni. Visibilmente commosso, soprattutto quando ha parlato dei suoi figli, ha detto di aver ascoltato la risposta del partito e di accettarla con dignità, sottolineando che ogni sua decisione era stata presa pensando prima di tutto al paese.

La scelta di lasciare arriva al termine di settimane di pressioni sempre più forti all'interno del Labour. Il malcontento per la guida di Starmer si era già fatto sentire a maggio, quando più di ottanta parlamentari del suo stesso partito avevano chiesto pubblicamente le sue dimissioni dopo un pessimo risultato alle elezioni amministrative locali, costate al Labour la perdita di oltre 1.100 seggi nei consigli comunali inglesi, mentre il partito Reform UK guidato da Nigel Farage ne aveva conquistati più di 1.450. Da quando aveva condotto il partito a una vittoria schiacciante nelle elezioni nazionali del luglio 2024, Starmer non era riuscito a mantenere le promesse di crescita economica e di miglioramento del costo della vita, in un contesto segnato da una crescita stagnante e da una crescente disillusione dell'opinione pubblica verso la politica britannica. A complicare il quadro si era aggiunta anche la controversa nomina di Peter Mandelson, legato in passato al finanziere e sex offender Jeffrey Epstein, come ambasciatore del Regno Unito a Washington.

A far precipitare la situazione è stata soprattutto l'ascesa del suo rivale interno, l'ex sindaco di Manchester Andy Burnham, che la settimana scorsa ha vinto una elezione speciale conquistando un seggio alla Camera dei Comuni nel nord-ovest dell'Inghilterra. Il passo era necessario perché, secondo la tradizione politica britannica, il primo ministro deve essere un membro del Parlamento in carica. Una volta ottenuto il seggio, Burnham ha lasciato intendere con chiarezza di essere pronto a sfidare Starmer per la guida del partito. Fino a pochi giorni prima Starmer aveva ribadito pubblicamente la propria intenzione di restare al suo posto, dicendo di non avere alcuna intenzione di farsi da parte e di essere pronto a candidarsi in un'eventuale contesa interna. Ma con il passare delle ore, sempre più colleghi di partito avevano iniziato a ritenere insostenibile la sua posizione, fino a convincerlo a fare un passo indietro.
22-06-2026

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