Nucleare, Vance: ora Teheran apre agli ispettori
Gli iraniani avrebbero accettato di riaprire le porte del paese ai controlli dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. La versione fornita da Teheran, però, racconta una storia diversa
Il vicepresidente americano JD Vance ha parlato di una svolta nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, annunciando che Teheran avrebbe accettato di riaprire le porte del paese agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica. Lasciando la Svizzera al termine del primo round di trattative di alto livello, Vance ha definito questo passaggio una pietra miliare, descrivendolo come il primo passo verso la fine definitiva del programma nucleare militare iraniano. Il presidente americano Donald Trump ha subito celebrato la notizia sul suo social Truth, scrivendo che l'Iran accetterà controlli approfonditi sui suoi armamenti per garantire trasparenza nel lungo periodo.
La versione fornita da Teheran, però, racconta una storia diversa. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha precisato che i rapporti tra il suo paese e l'agenzia atomica dell'Onu continueranno secondo le procedure già esistenti, nel rispetto degli accordi di salvaguardia, delle leggi nazionali e delle decisioni del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. Secondo Baghaei, durante i colloqui in Svizzera il programma nucleare iraniano non sarebbe stato discusso e non sarebbe stato assunto alcun nuovo impegno. Anche l'agenzia Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, ha smentito le parole di Vance, sostenendo che non ci sarebbe stata alcuna discussione sul ritorno degli ispettori. Gli ultimi tecnici dell'agenzia atomica avevano lasciato l'Iran nel luglio dello scorso anno, dopo il primo intervento militare israeliano sostenuto dagli Stati Uniti.
Al di là del nodo nucleare, le due delegazioni hanno comunque messo a segno alcuni risultati condivisi al termine di trentasei ore di negoziati definiti da Vance molto produttivi. Tra questi, l'apertura dello stretto di Hormuz al passaggio delle petroliere, la sospensione per due mesi delle sanzioni sul petrolio iraniano e l'istituzione di un canale di comunicazione per evitare incidenti nello stretto. Gli Stati Uniti hanno inoltre concesso una licenza generale che autorizza fino al 21 agosto la produzione, il trasporto e la vendita di petrolio e prodotti petroliferi iraniani, mentre secondo fonti di Teheran sarebbe stata raggiunta un'intesa per lo sblocco di circa dodici miliardi di dollari di beni iraniani attualmente congelati.
Trump ha comunque avvertito che la trattativa resta delicata: se l'Iran non rispetterà l'accordo o non si comporterà come previsto, ha scritto, farà ciò che deve fare. Una parte delle delegazioni è rimasta in Svizzera per proseguire i colloqui tecnici nei prossimi giorni, che dovranno affrontare i temi più complessi, dal controllo dello stretto di Hormuz al programma nucleare, fino al destino delle sanzioni e dei fondi ancora congelati. Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian si recherà inoltre in Pakistan per ringraziare il primo ministro Shehbaz Sharif del ruolo di mediatore svolto insieme al Qatar. |