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L'Italia nella morsa dell'afa, 15 bollini rossi da nord a sud

Domani mercoledì 24 giugno saliranno a 16, mentre le previsioni indicano caldo intenso e punte fino a 37-39 gradi almeno fino alla fine del mese. Caldo record in Europa

L'ondata di calore non dà tregua all'Italia, e secondo le previsioni degli esperti l'anticiclone africano che sta avvolgendo il paese non lascerà la Penisola almeno fino alla fine del mese. Oggi, martedì 23 giugno, il ministero della Salute ha emesso il bollino rosso, il livello massimo di allerta, per quindici città: Ancona, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Ieri erano dodici, mentre da domani, mercoledì 24 giugno, si arriverà a sedici con l'ingresso di Latina, che fino a quel momento resta in bollino arancione insieme a Bari. In bollino giallo, il livello di pre-allerta, restano invece Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste.

Il livello di allerta più alto, il numero tre, segnala condizioni di emergenza che possono avere effetti negativi sulla salute non solo delle persone più fragili, come anziani, bambini piccoli e malati cronici, ma anche di individui sani e attivi, soprattutto quando l'ondata di calore si prolunga per diversi giorni consecutivi. Le temperature percepite stanno toccando punte fino a 38 gradi a Firenze, 37 a Milano e 36 a Frosinone, Latina, Roma, Torino, Verona e Viterbo, complice anche un tasso di umidità elevato che rende il caldo ancora più difficile da sopportare.

Il fenomeno non riguarda solo l'Italia. In Francia e Spagna la situazione è ancora più critica, con punte previste fino a 42-43 gradi nelle zone interne francesi, 40 gradi a Parigi, e tra i 44 e i 45 gradi in alcune aree spagnole. In Francia, dove centinaia di scuole sono rimaste chiuse lunedì, le autorità della protezione civile hanno reso noto che almeno tredici persone, tra cui due minori, sono morte per annegamento da sabato, complici i tentativi di trovare refrigerio in acqua senza la necessaria sorveglianza.

Per fronteggiare l'emergenza, il governo italiano ha deciso lunedì di ripristinare la possibilità di accedere alla cassa integrazione in deroga per le aziende costrette a fermare l'attività a causa del caldo eccezionale, con un'indennità pari all'80 per cento della retribuzione per le ore non lavorate. Secondo le linee guida dell'Inps, la misura può scattare quando la temperatura reale o percepita supera i 35 gradi e rende impossibile lavorare in sicurezza, tenendo conto anche di fattori come lo sforzo fisico richiesto dalla mansione o l'uso di dispositivi di protezione che aumentano il calore corporeo.

Diverse Regioni hanno intanto adottato proprie ordinanze per vietare il lavoro nelle ore più calde della giornata, soprattutto nei settori dell'edilizia, dell'agricoltura, delle cave e della logistica. In Toscana lo stop riguarda la fascia tra le 12.30 e le 16, mentre in Sicilia è stato introdotto un divieto assoluto di lavoro sotto il sole nelle ore di maggior rischio. Misure simili sono in vigore anche in Lombardia, Veneto e Puglia, dove le tutele sono state estese pure a chi lavora dentro serre e tunnel agricoli.
23-06-2026


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