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Gran caldo, in Italia 16 città da bollino rosso

L'ultimo possibile picco è atteso nel fine settimana. Gli esperti intanto iniziano a intravedere i primi segnali di un possibile cambiamento, anche se nessuno parla ancora di una rottura netta e imminente di questa ondata di calore

Dopo giorni di caldo record, gli esperti iniziano a intravedere i primi segnali di un possibile cambiamento, anche se nessuno parla ancora di una rottura netta e imminente dell'ondata di calore che da settimane sta interessando l'Italia e gran parte dell'Europa.

Nell'immediato la situazione non cambierà: tra venerdì 26 e lunedì 29 giugno il tempo resterà stabile e soleggiato su gran parte del paese, con un ultimo possibile picco proprio nel fine settimana. Domenica 28 giugno, in particolare, le temperature massime potrebbero toccare punte di 38-39 gradi al Centro-Nord. L'anticiclone di origine africana che da giorni domina la scena resta infatti ben radicato sull'Europa, e secondo i principali modelli meteorologici continuerà a garantire condizioni di caldo intenso almeno fino alla fine del mese.

I primi segnali di un possibile cedimento dell'alta pressione iniziano a comparire a cavallo tra la fine di giugno e l'inizio di luglio, tra il 30 giugno e il 2 luglio. Più centri di calcolo meteorologici, tra cui 3BMeteo e il sistema di previsione mensile dell'Ecmwf elaborato dall'Arpae, mostrano lo stesso tipo di indicazione: la cupola di calore potrebbe perdere forza e compattezza, arretrando verso ovest, lasciando spazio alle perturbazioni atlantiche di avvicinarsi maggiormente al continente europeo.

Gli esperti, però, invitano alla cautela. Non si tratta ancora di una rottura confermata, ma di segnali che richiedono ulteriori verifiche nei prossimi giorni di aggiornamenti modellistici, e che potrebbero quindi ancora cambiare. Sul tavolo restano due scenari possibili. Il primo è l'arrivo di una saccatura atlantica più incisiva, capace di portare instabilità, temporali più organizzati e un calo termico reale, anche se probabilmente temporaneo. Il secondo scenario, più cauto, prevede semplicemente un rinforzo dell'anticiclone delle Azzorre, con una componente di origine più marittima che andrebbe a sostituire quella subtropicale continentale: in questo caso il caldo si attenuerebbe senza una vera rottura, restando comunque su valori superiori alle medie del periodo.

Anche nello scenario più favorevole, comunque, non si tratterebbe di un ritorno immediato al fresco. Gli esperti parlano piuttosto di un ridimensionamento delle temperature più estreme, non di un crollo sotto la media stagionale. Una delle stime più precise, elaborata dalla meteorologa Maria Stefania Tesini per l'Arpae sulla base del sistema di previsione mensile dell'Ecmwf, indica che un primo vero calo delle temperature, con valori sotto i 30 gradi, potrebbe arrivare solo tra il 5 e il 6 luglio.

Alla base di questa lunga fase di caldo c'è un meccanismo che secondo i meteorologi non è di per sé nuovo, ma che quest'anno si sta manifestando con una persistenza fuori dal comune: una zona di aria più fresca, una cosiddetta goccia fredda, si trova sull'Atlantico al largo del Portogallo e sta deviando verso l'Europa meridionale la massa d'aria calda che risale dal Nord Africa. Più a lungo resiste questa goccia fredda, più la deviazione dell'aria calda verso l'Italia e il resto del continente continuerà a protrarsi nel tempo.

In sintesi, secondo gli esperti il caldo intenso continuerà ad accompagnare l'Italia almeno fino al weekend del 28 e 29 giugno. I primi segnali concreti di un cedimento dell'anticiclone dovrebbero arrivare tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio, ma per un sollievo più netto, con temperature finalmente sotto i 30 gradi, bisognerà probabilmente attendere l'inizio della seconda settimana del mese.
25-06-2026

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