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Strage di Viareggio, Mauro Moretti si è costituito
Dopo la Cassazione, che ha reso definitiva la condanna a 5 anni nel processo per il disastro ferroviario costato la vita a 32 persone, l'ex l'ad si è presentato in carcere giovedì sera
Diventano definitive le condanne per la strage ferroviaria di Viareggio, una delle tragedie più gravi della storia recente italiana. La Quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati dalle difese degli imputati, confermando così la sentenza pronunciata nel processo d'appello ter dalla Corte di Firenze. Tra le condanne c'è quella a cinque anni di reclusione per Mauro Moretti, oggi settantaduenne, all'epoca dei fatti amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e di Rete Ferroviaria Italiana. Per lui l'accusa era di disastro ferroviario colposo e incendio. Vista la sua età, l'ex manager potrà comunque chiedere di scontare la pena agli arresti domiciliari, una volta costituitosi in carcere come previsto dalla sentenza.
La Suprema Corte ha confermato anche le condanne per altri undici imputati, tra ex dirigenti e tecnici delle società coinvolte nella gestione e nella manutenzione del convoglio deragliato, comprese alcune aziende ferroviarie austriache e tedesche. Tra questi figura Michele Mario Elia, ex amministratore delegato di Rfi, condannato a quattro anni, due mesi e venti giorni, mentre per altri imputati le pene arrivano fino a sei anni.
La tragedia risale alla notte del 29 giugno 2009, quando un treno merci carico di gas Gpl deragliò nei pressi della stazione di Viareggio e poi esplose, provocando un incendio che uccise 32 persone, tra cui tre bambini, e ferì oltre un centinaio di persone nelle case vicine ai binari. Da allora la vicenda giudiziaria si è trascinata per diciassette anni, attraverso sette gradi di giudizio e diversi rinvii decisi dalla stessa Cassazione, incluso quello del gennaio 2024 che aveva già confermato le responsabilità penali degli imputati, rimandando però la decisione finale sulle pene e sul riconoscimento delle attenuanti generiche, legate in particolare al risarcimento dei danni versato alle vittime e ai loro familiari.
La difesa di Moretti ha reagito con durezza alla sentenza. L'avvocata Ambra Giovene ha parlato di un verdetto profondamente ingiusto, sostenendo che gli atti del processo dimostrerebbero l'innocenza del suo assistito per un reato che resta comunque, a suo dire, di natura colposa.
Diversa la reazione dei familiari delle vittime, che da anni si battono come parti civili nel processo. Marco Piagentini, uno di loro, ha parlato di un anniversario diverso da tutti gli altri, sottolineando come ora siano state accertate in modo definitivo le responsabilità di chi era coinvolto nella tragedia. Sulla stessa linea Daniela Rombi, presidente dell'associazione delle vittime, che ha perso una figlia di ventuno anni nell'incendio, mentre l'avvocato di parte civile Gabriele Dalle Luche ha parlato di una sentenza storica per la città di Viareggio. Per il 29 giugno, anniversario della strage, i familiari delle vittime hanno organizzato anche un concerto di commemorazione. |
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26-06-2026
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